Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Rafforzare la partecipazione civica dei giovani 14-18 nei processi decisionali
di Vincenzo Peccheneda
La partecipazione dei minori che abbiano compiuto i quattordici anni ai processi decisionali locali è oggi garantita in modo ampiamente insufficiente. I minori sono destinatari diretti di numerose decisioni pubbliche, in materia di istruzione, edilizia scolastica, mobilità, spazi urbani, politiche ambientali, rispetto alle quali non dispongono di canali formali di incidenza. Questa asimmetria alimenta disaffezione civica che si traduce, al raggiungimento della maggiore età, in astensionismo elettorale e sfiducia verso le istituzioni rappresentative, come documentato dalle rilevazioni sulla partecipazione elettorale giovanile degli ultimi cicli. Il problema non deriva da un vuoto normativo assoluto, bensì dall'inefficacia degli strumenti esistenti. Si individuano tre cause convergenti. In primo luogo, la natura meramente simbolica della maggior parte delle esperienze di consultazione giovanile a livello comunale, si pensi ai consigli comunali dei ragazzi, che non producono alcun obbligo procedurale in capo alle amministrazioni e si risolvono spesso in simulazioni prive di seguito. In secondo luogo, la debolezza strutturale degli organismi di rappresentanza studentesca già previsti dall'ordinamento. Le consulte provinciali degli studenti, istituite dal DPR 567/1996, operano senza interlocuzione formalizzata con gli enti territoriali competenti in materia di istruzione, diritto allo studio ed edilizia scolastica, risultando di fatto marginali nei processi decisionali che più direttamente le riguardano. In terzo luogo, l'assenza per i minori di strumenti di iniziativa procedurale. I canali di partecipazione indiretta riconosciuti ai cittadini maggiorenni dal TU Enti Locali (petizioni, istanze, proposte di deliberazione) non sono accessibili ai minori, che risultano pertanto privi anche delle forme più elementari di incidenza sull'agenda locale. L'esito complessivo è una partecipazione giovanile che, quando esiste, ha carattere prevalentemente performativo. Il coinvolgimento partecipativo non produce automaticamente riavvicinamento alle istituzioni: esperienze di partecipazione mal progettate, prive di incidenza reale, possono produrre l'effetto opposto, aumentando il cinismo verso le istituzioni medesime. È proprio per questa ragione che il presente provvedimento non si limita a moltiplicare sedi consultive, ma introduce obblighi procedurali documentabili e sindacabili, volti a garantire che la voce dei giovani produca effetti sulle decisioni assunte.
Sostegno vero alle mamme lavoratrici
di Raffaele Fedele
Il lavoro femminile delle mamme (e la loro possibilità di carriera) si basa quasi esclusivamente sulla disponibilità dei nonni
Tempo Pieno per la Scuola Inferiore: Nessuno Resti Indietro
di Loreto Gennaro Masella
È inaccettabile che nel nostro paese ancora troppi bambini e ragazzi vengano lasciati indietro nel loro percorso di crescita e apprendimento. La scuola, in particolare quella inferiore, dovrebbe essere il pilastro su cui costruire un futuro di opportunità per tutti, ma spesso non riesce a colmare le lacune e le disuguaglianze che emergono fin dalla più tenera età. Il problema è profondo: la mancanza di supporto adeguato, di tempo e di risorse per lo studio e le attività integrative condanna molti giovani a un destino già segnato, privandoli della possibilità di esprimere il loro pieno potenziale. Questo non è solo un fallimento individuale, ma un danno per l'intera società. Come cittadino, mi sta a cuore che ogni bambino, da 0 a 18 anni, abbia le stesse possibilità di successo, e la scuola è il luogo primario dove questa promessa deve essere mantenuta. Dobbiamo agire ora per garantire che nessuno sia escluso o dimenticato.
Riduzione del Cuneo Fiscale: Più Netto in Busta Paga, Meno Costi per le Imprese
di Mattia Fontana
Il sistema Italia è afflitto da un problema strutturale che frena la crescita e penalizza cittadini e imprese: l'eccessivo costo del lavoro. Attualmente, una parte sproporzionata del salario lordo viene assorbita da contributi e imposte, lasciando ai lavoratori dipendenti un netto in busta paga che spesso rappresenta meno della metà del costo totale sostenuto dal datore di lavoro. Questa situazione crea un doppio danno: da un lato, le aziende italiane si trovano a fronteggiare un onere insostenibile che ne riduce la competitività sul mercato globale, scoraggiando nuove assunzioni e investimenti. Dall'altro, i lavoratori vedono il loro potere d'acquisto eroso, con stipendi che non riflettono adeguatamente il loro valore e il costo della vita. Questo squilibrio non è solo una questione economica, ma anche sociale: genera frustrazione, demotiva e contribuisce a un senso di ingiustizia. È un freno alla prosperità del paese e alla dignità del lavoro. È fondamentale intervenire per ripristinare un equilibrio più giusto, permettendo alle imprese di prosperare e ai lavoratori di godere di un reddito più equo.
SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 5.0 (O SERVIZIO CIVILE NEXT GEN)
di RENATO SCATTARELLA
In Italia, il tema delle politiche giovanili è da anni al centro del dibattito pubblico, ma raramente si traduce in azioni concrete, strutturate e finanziate. Si parla molto di giovani, ma si investe poco sui giovani. Oggi le nuove generazioni vivono una fase di forte fragilità e trasformazione: difficoltà di orientamento allo studio e al lavoro crescente conflittualità familiare e isolamento sociale uso eccessivo e spesso disfunzionale dei social media e del digitale fenomeni di violenza e microcriminalità giovanile distacco progressivo dalla realtà e dalle comunità Eppure, allo stesso tempo, i giovani mostrano una straordinaria apertura verso: ambiente e sostenibilità diritti umani cooperazione internazionale impegno sociale e territoriale Esiste quindi un paradosso: una generazione disorientata ma profondamente pronta a impegnarsi, se messa nelle condizioni giuste.
Investire nel Sud Italia per Colmare il Divario Nord-Sud
di Luca Apollaro
Il divario tra Nord e Sud Italia non è solo una questione geografica, ma una ferita aperta che impedisce al nostro Paese di esprimere il suo pieno potenziale. Questo squilibrio economico e sociale si traduce in una cronica mancanza di opportunità, spingendo migliaia di giovani talenti a lasciare il Mezzogiorno in cerca di un futuro altrove, spesso all'estero. È un'emorragia di risorse umane e intellettuali che impoverisce l'intera nazione e mina la nostra coesione sociale. Vedere i nostri giovani costretti a partire, anziché contribuire alla crescita della propria terra, è un dolore che ci riguarda tutti. Colmare questo gap significa non solo dare dignità e prospettive al Sud, ma anche rafforzare l'Italia intera, creando un Paese più equo, prospero e unito, dove ogni cittadino possa scegliere di rimanere e prosperare nella propria terra d'origine.
Attivazione Ospedali e case di comunità
di Paolo Cameron-Curry
Ad oggi la sanità pubblica è basata su una visione fortemente ospedalocentrica, in cui le attività sul territorio (medicina convenzionata di base e specialistica) ruotano attorno all'ospedale, riferimento principale per le attività di diagnosi, cura e riabilitazione del paziente. La recente pandemia ha rilevato tutti i limiti di questa concezione, evidenziando invece la necessità di integrare ospedali, strutture di cura intermedie e di cure primarie in modo tale da limitare il carico delle strutture e del personale ospedaliero, destinati ai casi più complessi e alle situazioni di emergenza. Si tratta anche di un problema di costi, elevati parlando di strutture ospedaliere, di ospedalizzazione e di personale dipendente, più conveniente considerando personale convenzionato interno e gestione delle risorse economiche sul territorio, così come la riorganizzazione delle strutture ospedaliere per intensità di cura. Tale modello è più adatta ad affrontare la importante modifica della nostra società: l'aumento della popolazione più anziana, che è diventata numericamente sempre più importante e che presenta un elevato tasso di cronicità e disabilità e deve essere costantemente seguita. La creazione degli "ospedali" e delle "case" di comunità, così come si sono venuti a delineare negli ultimi tempi, ha lo scopo di rendere l'ospedale (ed il Pronto Soccorso) l'ultima delle opzioni a disposizione del paziente. Con i fondi del PNRR quindi sono stati creati gli "ospedali" e le "case" di comunità, che raccolgono i servizi socio assistenziali disponibili su territorio per i pazienti, limitando l'intervento delle strutture ospedaliere tradizionali. Al 30 giugno è scaduto il temine per l'impego dei fondi, tuttavia solo poche strutture sono diventate pienamente operative, in quanto solo a lavori quasi ultimati è emerso il problema vero: la mancanza del personale sanitario da inserire nelle strutture. Con uno sforzo economico che sarebbe ripagato dal risparmio nella spesa sanitaria, il personale paramedico potrebbe essere rimediato attraverso assunzioni ex novo. diverso il discorso per il personale medico, che dovrebbe essere pel lo più specialistico: i medici di base non possono essere utilizzati se non in maniera limitata, spostare i medici dipendenti ospedalieri toglierebbe risorse per l'attività di elezione. Quale soluzione quindi?
Istituzione del tempo pieno esteso: la scuola come presidio educativo dalle 7:30 alle 18:00
di Tiziano Vedovati
Le famiglie italiane affrontano una crisi di conciliazione senza precedenti, schiacciate tra orari scolastici rigidi e le esigenze di un mercato del lavoro sempre più esigente. La progressiva scomparsa delle reti di supporto informale, in particolare il ruolo dei nonni, ha reso insostenibile la gestione quotidiana dei figli in età scolare. Questa discrepanza non è solo un disagio logistico, ma un vero e proprio ostacolo alla partecipazione lavorativa, che costringe molti genitori, specialmente le madri, a ridurre l'orario o abbandonare la carriera. Tale condizione alimenta direttamente il dramma della denatalità, poiché le coppie percepiscono la genitorialità come un rischio insormontabile per la propria stabilità economica. È necessario superare l'attuale frammentazione dei servizi per garantire alle famiglie un supporto strutturale e istituzionalizzato.
Acquisizione pubblica di abitazioni vuote
di Mauro Pecchioli
Moltissime case inutilizzate, anche in Comuni in cui c’è pressione abitativa
Verso gli Stati Uniti d'Europa: una federazione per una politica estera unitaria
di Giuseppe Gargano
L'attuale assetto dell'Unione Europea, caratterizzato dalla frammentazione decisionale e dal vincolo dell'unanimità, condanna il continente all'irrilevanza geopolitica. La dipendenza economica e strategica da potenze come USA e Cina evidenzia una debolezza strutturale che impedisce all'Europa di agire come un attore sovrano. Questa paralisi non è solo un limite burocratico, ma una minaccia diretta alla nostra capacità di tutelare gli interessi collettivi dei cittadini europei. È necessario superare l'attuale stallo per trasformare l'Unione in una federazione capace di parlare con una sola voce, garantendo al contempo il rispetto delle sovranità nazionali attraverso un nuovo equilibrio democratico.
Una comunicazione forte sul debito pubblico
di Davide colombo
voglio affrontare il problema dell’inconsapevolezza dei cittadini italiani sui rischi che corriamo (e sulle rinuncia cui siamo costretti) a causa dell’elevato debito pubblico. L’anno scorso lo stock ha superato i 3mila miliardi e quest’anno la spesa per interessi supererà quasi certamente i 100 miliardi. il debito italiano (ora circa 3,2 trilioni di euro) è ormai confrontabile con la capitalizzazione di interi mercati azionari nazionali. In pratica il Tesoro italiano è uno dei maggiori “emittenti” del pianeta e i BTP costituiscono da soli una delle più grandi classi di attività finanziarie esistenti, ben oltre il peso economico o demografico dell’Italia. Questo è uno dei motivi per cui ogni variazione dei rendimenti italiani viene osservata attentamente da investitori e banche centrali di tutto il mondo. Un aspetto interessante, soprattutto per chi guarda alla sostenibilità del debito italiano, è che la sua quota del 3% del mercato mondiale è molto più grande della quota italiana nella popolazione mondiale (circa 0,7%) e nel PIL mondiale (circa 2,4%): questa sproporzione aiuta a capire perché l’Italia resti uno degli osservati speciali permanenti dei mercati finanziari internazionali.
Potenziamento della sanità pubblica e gestione delle emergenze pandemiche
di Elisa Zola
Nonostante l'esperienza della pandemia, il nostro sistema sanitario nazionale mostra ancora gravi lacune nella gestione delle emergenze. La carenza di personale, unita a una formazione insufficiente e a retribuzioni inadeguate, rende il settore poco attrattivo e fragile. Inoltre, mancano protocolli di intervento rapidi e coordinati, specialmente in contesti critici come i trasporti internazionali, dove il rischio di diffusione di nuovi virus è elevato. È inaccettabile che, dopo quanto vissuto, non si sia ancora giunti a una piena operatività del piano pandemico.