Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Europa, Italia,
di osvaldo dell'orto
Un'idea politica....
centrali nucleari
di Italia Viva Marca Trevigiana
Come attivare le centrali di Caorso e Montalto di Castro.
Verso l'indipendenza energetica: autonomia domestica e superamento delle reti centralizzate
di Antonio Sgro
Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia esistenziale che richiede l'abbandono immediato dei combustibili fossili. Attualmente, il sistema energetico è dominato da grandi multinazionali che mantengono un potere di fornitura basato su logiche di profitto, ostacolando una transizione ecologica reale. È necessario che ogni cittadino diventi protagonista del proprio futuro energetico, non solo per salvaguardare l'ambiente, ma per ottenere un risparmio economico duraturo. L'attuale dipendenza da una rete centralizzata è un limite che impedisce la vera libertà dei cittadini e la resilienza del sistema.
Compensazione energetica nazionale: crediti rinnovabili legati al codice fiscale
di Giuseppe Paci
Il sistema energetico attuale soffre di un limite strutturale che impedisce la piena valorizzazione del patrimonio immobiliare italiano. Molte seconde case e terreni privati, pur avendo un potenziale di produzione rinnovabile elevato, restano esclusi dalla transizione ecologica poiché l'energia prodotta non può essere autoconsumata in loco. Questo vincolo rende l'investimento in impianti fotovoltaici o eolici economicamente insostenibile per i proprietari, che non possono beneficiare dell'energia prodotta nei periodi di inutilizzo degli immobili. Di conseguenza, perdiamo una risorsa diffusa e capillare che potrebbe contribuire significativamente alla decarbonizzazione del Paese. È necessario superare il legame rigido tra contatore e utenza, trasformando il cittadino da semplice consumatore passivo a prosumer attivo su scala nazionale.
Sanita
di Claudio Landi
L'assistenza domiciliare
tassazione
di graziano tonelli
costo energia
Energia: più pulita, più conveniente, più competitiva
di Giuseppe Salerno
La transizione energetica non può essere affrontata come una contrapposizione tra ambiente ed economia. L’obiettivo deve essere costruire un sistema capace di produrre più energia da fonti pulite, ridurre il costo delle bollette per famiglie e imprese e rendere le nostre aziende più competitive. Per un Paese come l’Italia, che importa una parte significativa dell’energia che consuma, investire nelle rinnovabili significa anche ridurre la dipendenza dall’estero. Ma la transizione deve essere sostenibile anche dal punto di vista economico: non possiamo chiedere alle famiglie e soprattutto alle piccole e medie imprese di sostenere costi crescenti senza garantire loro benefici concreti.
Produzione di energia
di Gianantonio Zanette
La produzione di energia, per essere più indipendenti, per ridurre i costi e migliorare l'ambiente.
Piano Nazionale per le Grandi Infrastrutture Energetiche Strategiche
di Mattia Colantonio
L'attuale politica energetica italiana soffre di una frammentazione cronica, basata su incentivi a pioggia che non rispondono alle reali necessità di indipendenza del Paese. La dispersione di risorse in piccoli progetti domestici impedisce la realizzazione di grandi opere infrastrutturali, come l'eolico offshore, necessarie per una vera transizione. Questo modello non solo fallisce nel garantire la sicurezza energetica, ma ignora il potenziale industriale nazionale. È fondamentale superare questa logica per abbracciare una visione di sistema, dove l'interesse nazionale prevale sulla parcellizzazione degli interventi, garantendo al contempo un ritorno tangibile per i territori che ospitano tali impianti.
Incentivi fiscali automatici per consumi energetici e trasporti sostenibili
di Anna Coletta
La transizione ecologica richiede un impegno collettivo che oggi manca di incentivi diretti e tangibili per i cittadini. Spesso, il consumatore non ha strumenti immediati per premiare le aziende che investono realmente in innovazione ambientale, rendendo difficile orientare il mercato verso pratiche più sostenibili. È necessario colmare questo divario, trasformando la scelta individuale in un atto di responsabilità sociale che favorisca concretamente la decarbonizzazione nei settori chiave dell'energia domestica e della mobilità.
Abolizione IVIE iIVAFE
di Daniele Caruso
IVIE e IVAFE sono due tasse patrimoniali introdotte dal Governo Monti nel 2011: la prima sugli immobili posseduti all’estero, la seconda sulle attività finanziarie detenute all’estero. Nascevano nell’emergenza finanziaria, con l’idea di colpire capitali e patrimoni portati fuori dall’Italia. Oggi sono diventate una stortura fiscale illiberale. Il confronto internazionale lo dimostra. Il caso italiano è praticamente un unicum. Rarissimamamemente in altri paesi esiste questa doppia tassazione e se esiste una patrimoniale generale sul patrimonio netto, vi sono sempre franchigie altissime e meccanismi contro la doppia imposizione quando la dichiarazione è già in quel paese. Non esiste quindi la stessa logica italiana di due tasse costruite appositamente perché un bene o un conto corrente o un investimento si trovano oltreconfine. E' un'aberrazione che esiste dal 2011. Toglierla troverebbe il favore di centinaia di migliaia di famiglie normali con componente straniero (europeo, americano, tutto il mondo). Ma probabilmente il favore anche di commericialisti e uffici delle entrate che si ingarbugliano in calcoli impossibili spesso. L’Italia fa l’opposto di ciò che dovrebbe fare un Paese che vuole attirare persone e capitali: chi trasferisce qui la propria residenza con una casa nel Paese d’origine, risparmi, azioni o fondi accumulati durante una vita di lavoro viene immediatamente sottoposto a ulteriori adempimenti e imposizione. Non stiamo parlando di evasori o miliardari (questi ultimi comunque non vanno criminalizzati, ma attratti in Italia). Parliamo di famiglie europee, professionisti, pensionati, italiani e persone che rientrano e persone con una normale vita internazionale che già pagano tasse su beni e conti anche all'estero. Secondo l'Italia però non è abbastanza... È una fiscalità punitiva, provinciale e illiberale.
Incentivi fiscali integrati per la partecipazione alle Comunità Energetiche Rinnovabili
di Giovanni Testa
L'attuale sistema di incentivi per l'efficientamento energetico risulta frammentato e spesso slegato dal reale impatto prodotto sul territorio. La transizione ecologica è frenata da una burocrazia complessa che non premia adeguatamente chi contribuisce attivamente alla stabilità della rete. È necessario superare la logica dell'efficienza puramente teorica per abbracciare un modello basato sul contributo concreto alla produzione e condivisione di energia pulita. Questo approccio è fondamentale per cittadini e imprese che desiderano investire in sostenibilità, ma che oggi si scontrano con costi elevati e ritorni incerti. Legare il beneficio fiscale al reale apporto energetico significa trasformare ogni edificio in un nodo attivo di una rete locale resiliente e virtuosa.