Top 50

Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.

Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.

Partecipazione riformista

Le nostre idee

Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.

Economia

Nuovo Rinascimento Italiano: Un Manifesto per la Sovranità Produttiva, l'Umanesimo Digitale e l'Equità Sociale

di Francesco Ivano Paternò

L'Italia vive una crisi strutturale: un fisco iniquo, il gelo demografico, una sanità asservita alle lobby e un'economia sbilanciata su servizi a basso valore. Questo declino colpisce la classe media, i giovani e i professionisti, soffocando il PIL e alimentando la fuga dei cervelli. Intervenire è vitale per evitare l'irrilevanza globale del Paese. 1. Riforma Fiscale: Dal Carico al Volano Il rilancio esige un'equità fiscale assoluta. Bisogna uniformare i regimi per eliminare i favoritismi di categoria, trasformando il tributo da peso a motore di sviluppo. Un sistema semplificato e proporzionale deve restituire potere d’acquisto a dipendenti e autonomi, premiando chi genera valore reale sul territorio rispetto alle rendite di posizione. 2. Politiche per la Famiglia e Demografia È ora di superare il "welfare dei nonni", un modello fragile e non replicabile. La soluzione risiede in nidi aziendali e condominiali diffusi tramite massicci incentivi fiscali, un "Reddito di Infanzia" fino ai 18 anni — inteso come investimento strategico sulla prossima generazione — e congedi paritetici obbligatori che annullino le discriminazioni di genere nelle assunzioni. 3. Ritorno alla Produzione e Valorizzazione del Territorio L'Italia deve tornare a trasformare i beni, non solo a gestire servizi. Valorizzare il territorio significa potenziare la sovranità digitale con fibra ottica nazionale di eccellenza e infrastrutture che rendano ogni borgo una "miniera turistica" accessibile, attirando flussi di valore e ricchezza nelle aree interne. 4. Istruzione: L'Umanesimo Digitale La scuola deve integrare l'IA fin dalle elementari come strumento critico. L'obiettivo è formare cittadini sensibili al bene comune e al confronto ideologico, anteponendo la ricchezza intellettuale e il pensiero critico al mero profitto economico. 5. Sanità e Infrastrutture Territoriali Stop alle "cattedrali nel deserto" come il Ponte sullo Stretto. Servono infrastrutture capillari per la circolazione di merci e idee. La sanità deve tornare a essere un servizio pubblico d'eccellenza, digitalizzato e territoriale, sottraendo la salute alle lobby per garantire servizi realmente fruibili dai contribuenti. 6. Un'Italia come Hub Diplomatico e Tecnologico Questa visione integrata restituisce all'Italia l'egemonia culturale e tecnologica che le spetta. Un Paese solido internamente diventa naturalmente un hub diplomatico nel Mediterraneo, dove tradizione e innovazione dettano l'agenda del futuro.

Equità FiscaleDemografiaProduzione
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7 mesi fa
Economia

Attirare il popolo dei "nomadi digitali" nei territori della ricostruzione post Sisma del 2016

di Giancarlo Biagioli

Il problema secondo me da risolvere è ripopolare i borghi collinari e montani quando sarà terminata il processo di ricostruzione che è già in avanzata fase dal momento che la popolazione originaria giovane non vuole più viverci. Finalità: creare le condizioni affinché le nostre zone del terremoto caratterizzate da bellissimi borghi possano diventare un luogo per lavorare a distanza utilizzando la rete Internet (possibilmente ad alta velocità) e vederle quindi popolate da una schiera di persone attive, culturalmente preparate, dotate di spiccata apertura internazionale, e ben remunerate. L'attuale Governo ha fatto una legge con la misura “Flat Tax al 7%” riguardante i pensionati residenti all’estero che vengono a vivere nel Centro Italia. Questa misura è rivolta a chi risiede all’estero da almeno cinque anni e percepisce un reddito da pensione da un soggetto estero. Link: https://sisma2016.gov.it/flat-tax-7-ita/ Può essere una via ma non estremamente efficace, gli anziani non apportano di solito un valore aggiunto all'area dove risiedono (vedi esperienze in Portogallo che ha stoppato questa migrazione). L'idea è quella di favorire l'arrivo soprattutto di soggetti che spendono, si godono consapevolmente la migliore Italia rappresentata dai Borghi montani e che possono costituire un ottimo elemento gratuito di pubblicizzazione del territorio all’estero. Cosa manca per attuare tale finalità: Dai siti internazionali si colgono dei forti segnali di interesse e già qualche esperimento pilota di successo. Normalmente le aree più vocate puntano a quattro fattori che devono essere presenti: 1. forti elementi di buon vivere e buon cibo 2. presenza di buona rete Internet 3. normativa chiara per visti di lavoro 4. tassazione molto conveniente Tralasciando le prime due su cui penso ci sia poco da dire perché sappiamo che valore hanno i nostri borghi dal punto di vista storico, architettonico, paesaggistico e delle tradizioni, nonché l’iniziativa di irrobustire con la Fibra i più remoti borghi del nostro Appennino vediamo come approcciare gli ultimi due. Per i visti mi pare che la situazione sia già stata normata dal Decreto Legge n. 4 del 2022 (Sostegni ter) che facilita il riconoscimento dei visti di lavoro. Per il quarto aspetto e cioè la tassazione, sappiamo che Paesi come il Portogallo e la Grecia si sono riproposti di stabilire tassazioni favorevoli per favorire l’ingresso di nomadi digitali.

Da luoghi "afflosciati" i borghi delle MarcheUmbriaLazio ed Abruzzo con l'apporto di questa componente altamente qualificata diventerebbero zone molto ambite e creative.
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7 mesi fa

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