Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
La necessaria rivoluzione
di Mauro Lo Bascio
Il fisco in Italia è un raro esempio di "ufficio complicazione affari semplici". Il risultato evidente a tutti è il ricorso piccolo e grande al nero da parte sia della partita iva sia del contribuente cliente. Un tema che porta, per esempio, ad avere commercialisti che in Italia rincorrono compilazioni di bilanci cercando di mettere insieme norme sempre diverse e sempre più complesse invece di occuparsi di consulenze alle aziende sul come investire i propri utili come fanno all'estero. Un imprenditore oggi come ieri non ha ben chiaro quanto a fine mese resta in tasca e questo al netto di una burocrazia soffocante. Tutto si riduce all'unica rivoluzione possibile, quella fiscale. Rientro della gran parte del nero, introiti maggiori per lo Stato (pagano tutti ma meno), maggiori investimenti, maggiori buste paga, maggiori controlli più semplici da fare per le forze dell'ordine, sarebbe un efficientemento sia della parte amministrativa pubblica sia della parte produttiva italiana.
Investiamo nell’istruzione, non nelle armi
di Ludovica Vetere
Abbiamo necessità di un paese istruito e intelligente che possa difendersi dalle crisi economiche e globali facendo affidamento sulle proprie conoscenze.
Utilizzo della Giga factory Stellantis a Termoli
di Luciano Boccedi
Stabilimento Giga factory Stellantis di Termoli
Rinnovare la Classe Politica: Istituire una Scuola di Alta Formazione
di Vittorio Bovini
Il futuro del nostro paese è ostaggio di una classe politica percepita come inadeguata e priva di una solida cultura di governo. Questa carenza non è solo un problema di immagine, ma una barriera concreta al progresso e alla capacità di affrontare le sfide complesse del nostro tempo. Se vogliamo un cambiamento radicale, non possiamo più permetterci rappresentanti impreparati, incapaci di visione strategica e di comprensione profonda delle dinamiche sociali ed economiche. Questa situazione mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e rallenta ogni tentativo di riforma significativa. È una questione che tocca direttamente la qualità della vita di tutti, perché decisioni cruciali vengono prese da chi non sempre possiede gli strumenti culturali e professionali per farlo al meglio. È tempo di agire per elevare il livello della nostra rappresentanza politica, garantendo che chi ci governa sia all'altezza delle responsabilità che ricopre.
Riforma Educativa: Stimolare Curiosità e Valorizzare i Docenti
di Santiago Cancela
Il sistema educativo italiano, purtroppo, non riesce più a stimolare la curiosità innata dei nostri giovani, trasformando l'apprendimento in un mero obbligo anziché in un'avventura intellettuale. Troppo spesso, i programmi attuali soffocano la sete di conoscenza, rendendo lo studio un peso e non un piacere. Questo approccio non solo demotiva gli studenti, ma li priva degli strumenti per sviluppare un pensiero critico e una cittadinanza attiva. L'obiettivo primario dell'educazione dovrebbe essere quello di formare individui più intelligenti, civili e autonomi, capaci di interrogarsi sul mondo e di cercare risposte con passione. Come cittadino, sento profondamente che se si riesce a incuriosire i giovani su temi affascinanti come la genetica, i misteri dell'universo o le frontiere dell'intelligenza artificiale, l'interesse per materie fondamentali come la storia, la matematica o la letteratura nascerà spontaneamente, non per imposizione. È ora di accendere la scintilla della conoscenza, non di spegnerla.
Riforma Fiscale: Imposta Unica per Equità, Trasparenza e Lotta al Sommerso
di Simone Biffi
Il sistema fiscale italiano è un labirinto di norme complesse, addizionali e oneri che soffocano cittadini e imprese, minando la fiducia nello Stato e alimentando un'evasione fiscale dilagante. Questa complessità non solo rende difficile per il contribuente onesto adempiere ai propri doveri, ma crea anche zone d'ombra dove il sommerso prospera, penalizzando chi rispetta le regole. È inaccettabile che la burocrazia fiscale sia un ostacolo anziché un facilitatore, e che l'opacità del sistema generi disparità e ingiustizie. Un sistema fiscale più semplice, equo e trasparente è fondamentale per rilanciare l'economia, garantire servizi pubblici efficienti e ristabilire un patto di fiducia tra Stato e cittadino. La mia proposta nasce dalla profonda convinzione che sia possibile costruire un fisco che non sia un peso, ma uno strumento di giustizia sociale ed economica.
Nuovo Rinascimento Italiano: Un Manifesto per la Sovranità Produttiva, l'Umanesimo Digitale e l'Equità Sociale
di Francesco Ivano Paternò
L'Italia vive una crisi strutturale: un fisco iniquo, il gelo demografico, una sanità asservita alle lobby e un'economia sbilanciata su servizi a basso valore. Questo declino colpisce la classe media, i giovani e i professionisti, soffocando il PIL e alimentando la fuga dei cervelli. Intervenire è vitale per evitare l'irrilevanza globale del Paese. 1. Riforma Fiscale: Dal Carico al Volano Il rilancio esige un'equità fiscale assoluta. Bisogna uniformare i regimi per eliminare i favoritismi di categoria, trasformando il tributo da peso a motore di sviluppo. Un sistema semplificato e proporzionale deve restituire potere d’acquisto a dipendenti e autonomi, premiando chi genera valore reale sul territorio rispetto alle rendite di posizione. 2. Politiche per la Famiglia e Demografia È ora di superare il "welfare dei nonni", un modello fragile e non replicabile. La soluzione risiede in nidi aziendali e condominiali diffusi tramite massicci incentivi fiscali, un "Reddito di Infanzia" fino ai 18 anni — inteso come investimento strategico sulla prossima generazione — e congedi paritetici obbligatori che annullino le discriminazioni di genere nelle assunzioni. 3. Ritorno alla Produzione e Valorizzazione del Territorio L'Italia deve tornare a trasformare i beni, non solo a gestire servizi. Valorizzare il territorio significa potenziare la sovranità digitale con fibra ottica nazionale di eccellenza e infrastrutture che rendano ogni borgo una "miniera turistica" accessibile, attirando flussi di valore e ricchezza nelle aree interne. 4. Istruzione: L'Umanesimo Digitale La scuola deve integrare l'IA fin dalle elementari come strumento critico. L'obiettivo è formare cittadini sensibili al bene comune e al confronto ideologico, anteponendo la ricchezza intellettuale e il pensiero critico al mero profitto economico. 5. Sanità e Infrastrutture Territoriali Stop alle "cattedrali nel deserto" come il Ponte sullo Stretto. Servono infrastrutture capillari per la circolazione di merci e idee. La sanità deve tornare a essere un servizio pubblico d'eccellenza, digitalizzato e territoriale, sottraendo la salute alle lobby per garantire servizi realmente fruibili dai contribuenti. 6. Un'Italia come Hub Diplomatico e Tecnologico Questa visione integrata restituisce all'Italia l'egemonia culturale e tecnologica che le spetta. Un Paese solido internamente diventa naturalmente un hub diplomatico nel Mediterraneo, dove tradizione e innovazione dettano l'agenda del futuro.
Sanità PUBBLICA e NAZIONALE
di Paolo Calcinotto
disparità di livelli assistenziali e qualità dei servizi tra le varie regioni. anche gli stipendi sono diversi. carriere impossibli senza conoscenze, baronie e raccomandazioni varie.
Attirare il popolo dei "nomadi digitali" nei territori della ricostruzione post Sisma del 2016
di Giancarlo Biagioli
Il problema secondo me da risolvere è ripopolare i borghi collinari e montani quando sarà terminata il processo di ricostruzione che è già in avanzata fase dal momento che la popolazione originaria giovane non vuole più viverci. Finalità: creare le condizioni affinché le nostre zone del terremoto caratterizzate da bellissimi borghi possano diventare un luogo per lavorare a distanza utilizzando la rete Internet (possibilmente ad alta velocità) e vederle quindi popolate da una schiera di persone attive, culturalmente preparate, dotate di spiccata apertura internazionale, e ben remunerate. L'attuale Governo ha fatto una legge con la misura “Flat Tax al 7%” riguardante i pensionati residenti all’estero che vengono a vivere nel Centro Italia. Questa misura è rivolta a chi risiede all’estero da almeno cinque anni e percepisce un reddito da pensione da un soggetto estero. Link: https://sisma2016.gov.it/flat-tax-7-ita/ Può essere una via ma non estremamente efficace, gli anziani non apportano di solito un valore aggiunto all'area dove risiedono (vedi esperienze in Portogallo che ha stoppato questa migrazione). L'idea è quella di favorire l'arrivo soprattutto di soggetti che spendono, si godono consapevolmente la migliore Italia rappresentata dai Borghi montani e che possono costituire un ottimo elemento gratuito di pubblicizzazione del territorio all’estero. Cosa manca per attuare tale finalità: Dai siti internazionali si colgono dei forti segnali di interesse e già qualche esperimento pilota di successo. Normalmente le aree più vocate puntano a quattro fattori che devono essere presenti: 1. forti elementi di buon vivere e buon cibo 2. presenza di buona rete Internet 3. normativa chiara per visti di lavoro 4. tassazione molto conveniente Tralasciando le prime due su cui penso ci sia poco da dire perché sappiamo che valore hanno i nostri borghi dal punto di vista storico, architettonico, paesaggistico e delle tradizioni, nonché l’iniziativa di irrobustire con la Fibra i più remoti borghi del nostro Appennino vediamo come approcciare gli ultimi due. Per i visti mi pare che la situazione sia già stata normata dal Decreto Legge n. 4 del 2022 (Sostegni ter) che facilita il riconoscimento dei visti di lavoro. Per il quarto aspetto e cioè la tassazione, sappiamo che Paesi come il Portogallo e la Grecia si sono riproposti di stabilire tassazioni favorevoli per favorire l’ingresso di nomadi digitali.
Attrarre Talenti: Rilanciare la Ricerca in Italia con Stipendi e Opportunità
di Marco Bartolini
L'Italia si trova di fronte a una sfida cruciale: la crescente difficoltà nell'attrarre e trattenere ricercatori di talento, sia italiani che stranieri. Il problema principale risiede nella mancanza di stipendi adeguati e di concrete opportunità di carriera, fattori che rendono il nostro paese meno competitivo rispetto ad altre nazioni europee e mondiali. Questa situazione non è solo un dato statistico, ma una ferita aperta nel tessuto della nostra innovazione e del nostro futuro. È inaccettabile che menti brillanti siano costrette a cercare fortuna altrove, privando l'Italia del loro prezioso contributo. L'emorragia di cervelli non solo impoverisce il nostro sistema accademico e scientifico, ma frena anche lo sviluppo economico, la capacità di innovare e la nostra competitività internazionale. Come cittadino, mi preoccupa profondamente vedere il potenziale del nostro paese inespresso e la nostra capacità di progredire compromessa dalla fuga dei nostri migliori ricercatori e dalla difficoltà di attrarne di nuovi. È tempo di agire per invertire questa tendenza e fare dell'Italia un polo d'eccellenza per la ricerca.
Applicazione integrale dei principi e dei progetti sviluppati dall’Economia Civile
di Enrico Dallabella
Ritengo che l’esigenza fondamentale per il nostro paese è la “ricostruzione di una comunità”; la contrapposizione in due poli , sinistra o destra, sta impedendo qualsiasi riforma condivisa e viene preclusa ai cittadini ogni forma di partecipazione attiva alla politica, se non tramite la compiacenza e l’accettazione dei capi di partito. Bisogna passare dalle elezioni per la scelta di candidati preconfezionati dalle segreterie di partito ad elezioni in cui si scelgono candidati che promuovono progetti concreti, legati sia al territorio delle circoscrizioni a cui appartengono, sia ad attività di riforma a più larga scala. Bisogna riportare al voto i cittadini, almeno al 70/75% degli aventi diritto.
Autonomia Digitale PA: Migrazione a Sistemi Operativi Open Source
di Salvatore Torrisi
La dipendenza della Pubblica Amministrazione italiana da sistemi operativi sviluppati all'estero, in particolare negli Stati Uniti, rappresenta una vulnerabilità strategica inaccettabile. Questa situazione compromette la nostra autonomia digitale, esponendo dati sensibili e infrastrutture critiche a rischi di sicurezza e controllo esterni. Ogni licenza pagata a fornitori stranieri non solo drena risorse economiche che potrebbero essere reinvestite nel nostro paese, ma ci lega a tecnologie su cui non abbiamo pieno controllo, limitando la nostra capacità di innovare e adattare i sistemi alle esigenze specifiche dei cittadini italiani. È fondamentale riprendere il controllo della nostra infrastruttura digitale per garantire la sovranità tecnologica, la protezione dei dati e la resilienza dei servizi pubblici, un aspetto che mi sta particolarmente a cuore per il futuro digitale della nostra nazione.