Applicazione integrale dei principi e dei progetti sviluppati dall’Economia Civile
di Enrico Dallabella
13 aprile 2026
Tema
Ritengo che l’esigenza fondamentale per il nostro paese è la “ricostruzione di una comunità”; la contrapposizione in due poli , sinistra o destra, sta impedendo qualsiasi riforma condivisa e viene preclusa ai cittadini ogni forma di partecipazione attiva alla politica, se non tramite la compiacenza e l’accettazione dei capi di partito. Bisogna passare dalle elezioni per la scelta di candidati preconfezionati dalle segreterie di partito ad elezioni in cui si scelgono candidati che promuovono progetti concreti, legati sia al territorio delle circoscrizioni a cui appartengono, sia ad attività di riforma a più larga scala. Bisogna riportare al voto i cittadini, almeno al 70/75% degli aventi diritto.
Soluzione
A mio parere, tramite opportuna riforma della legge elettorale, si devono ridurre i territori delle circoscrizioni elettorali e realizzare delle “primarie di cittadinanza” che potremmo chiamare “forum del bene comune per la rappresentanza in parlamento” , con l’ausilio anche strumenti informatici evoluti. Con questo strumento i partiti saranno obbligati a scegliere i propri candidati non nelle segreterie di partito ma tra coloro (anche non iscritti al partito ma che pubblicamente abbiano dichiarato di sostenerlo o che ne fondano di nuovi con un minimo di firme di aderenti) che avranno diffuso pubblicamente nella propria circoscrizione un progetto politico a beneficio della comunità locale e del paese intero. In pratica i partiti dovranno spersonalizzarsi rispetto al capo o fondatore, diventare associazioni che promuovano progetti nati dai territori e dalla base elettorale, non dalle segreterie. Esse avranno solo il compito di sviluppare e promuovere progetti prescelti ma sorti dai candidati, dal basso. Come per le elezioni dei sindaci si dovrà imporre un limite di tempo per l’attività politica degli eletti a ruoli di rappresentanza; in pratica un imprenditore o un dipendente si organizzerà e chiederà un aspettativa dal lavoro per 5 , al massimo 10 anni, per poi abbandonare il ruolo di politica attiva e tornare al proprio lavoro: rimarrà semplice volontario di partito, in aiuto della propria comunità e non più “politico di professione”. Organizzando in rotazione virtuosa nell’associazionismo politico, si alimenterà la cittadinanza attiva, vera linfa delle riforme. Il nuovo sistema elettorale dovrà rispettare, lo stesso sistema adottato nei comuni.
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