Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Investire nel Futuro: Programma Nazionale per Giovani e Famiglie
di Alessandro Pezzotta
Il futuro dei nostri nipoti e delle nuove generazioni è la preoccupazione più grande per molti cittadini, me incluso. Vedo con amarezza come la politica spesso si perda in slogan e demagogia, incapace di affrontare con serietà i problemi reali che affliggono le giovani coppie e le famiglie. Non si tratta solo di difficoltà economiche, ma di un vuoto profondo nel supporto alla crescita e alla formazione dei nostri figli e nipoti. Molte giovani coppie oggi non possono contare sull'aiuto costante dei nonni, e si trovano sole ad affrontare le sfide della genitorialità e dell'educazione. È fondamentale che la politica smetta di usare i problemi per fare propaganda e inizi a fornire soluzioni concrete. Dobbiamo investire nel capitale umano, nella capacità dei nostri giovani di diventare persone complete e cittadini consapevoli. Questo è un problema che colpisce il cuore della nostra società e che, se non affrontato, comprometterà il benessere e la stabilità del nostro Paese per decenni a venire. È tempo di agire con lungimiranza e serietà, mettendo al centro il benessere delle famiglie e la formazione delle future generazioni.
CRESCITA DEL LAVORO, IMMIGRAZIONE REGOLARE , SVILUPPO DEL PAESE
di PIERSANDRO MASSONE
IMPOSTARE UN SISTEMA DI IMMIGRAZIONE REGOLARE, ATTIRANDO LAVORATORI QUALIFICATI, PROGRAMMANDO L'INSERIMENTO NELLE NOSTRE COMUNITA' E METTENDO A DISPOSIZIONE DELLE IMPRESE LAVORATORI PREPARATI. PROGETTARE E REALIZZARE UNA PROCEDURA CHE TAGLI LA GRANDE BUROCRAZIA CHE REGOLA OGGI L'IMMIGRAZIONE
DISABILITA',CAREGIVER, STRUTTURE
di Francesca Pambianchi
Perche' lo vivo di persona e credo riguardi molte persone
Creazione sanita distrettuale
di Bianca Maddalena Seghizzi
Pronto soccorso oberato di lavoro non riesce a dare l'assistenza necessaria ai cittadini
Debito Europeo per Transizione Energetica e Rete Integrata
di Andrea Facchini
Il cambiamento climatico non è più una minaccia lontana, ma una realtà incombente che colpisce tutti noi, dalle ondate di calore estive alle alluvioni sempre più frequenti. La sua urgenza richiede un'azione immediata e coordinata a livello europeo, poiché nessun paese può affrontarlo da solo. Le conseguenze economiche, sociali e ambientali sono devastanti, minacciando la nostra salute, la nostra economia e il futuro delle prossime generazioni. Colpisce agricoltori, città costiere, e ogni cittadino che subisce gli effetti di eventi meteorologici estremi e l'aumento dei costi energetici. Come cittadino, sento l'urgenza di agire ora per garantire un futuro sostenibile e sicuro per i nostri figli, liberandoci dalla dipendenza dai combustibili fossili e dalle loro implicazioni geopolitiche. È fondamentale accelerare la transizione verso fonti energetiche pulite e rafforzare la nostra resilienza energetica.
Stop agli stage gratuiti e più opportunità per i giovani nel mondo del lavoro
di Gianmarco Datti
Il futuro di un paese si costruisce sui giovani, ma in Italia stiamo fallendo nel valorizzare la loro forza vitale e il loro potenziale innovativo. È inaccettabile che la generazione che dovrebbe guidare il cambiamento sia relegata a ruoli marginali e spesso sfruttata. Gli stage non retribuiti sono una piaga che non solo nega dignità e riconoscimento al lavoro dei giovani, ma li esclude di fatto dal mondo professionale, creando un circolo vizioso di precarietà e demotivazione. Come cittadino, vedo con preoccupazione come questa logica stia soffocando le aspirazioni e le energie di chi dovrebbe essere il motore del nostro progresso. Non possiamo permetterci di sprecare il talento e l'entusiasmo dei nostri giovani; è un danno irreparabile per l'intera società. È ora di scardinare un sistema che li rende invisibili e di riconoscerli come i veri protagonisti del nostro domani, portatori di vitalità e innovazione in un sistema che ha disperatamente bisogno di nuove spinte.
Introduzione di un Salario Minimo Nazionale Equo e Adeguato al Costo della Vita
di Emanuele Vaudano
L'Italia si trova di fronte a una crisi salariale che mina il futuro delle nuove generazioni e la competitività del paese. I salari stagnanti, ben al di sotto della media europea, costringono un numero crescente di giovani a cercare opportunità all'estero, depauperando il nostro tessuto sociale ed economico di talenti preziosi. Questa emorragia non è solo una questione economica, ma un dramma umano che impedisce a molti di costruire un futuro dignitoso nella propria terra. La mancanza di un reddito che permetta di coprire le spese essenziali e di vivere con serenità è una realtà inaccettabile che colpisce lavoratori di ogni età, ma in particolare i più giovani, che si trovano a fronteggiare un mercato del lavoro precario e sottopagato. È tempo di agire per garantire a tutti i cittadini un salario che non sia solo una cifra, ma un vero e proprio strumento di dignità e autonomia.
Incentivi per i giovani
di Nicola Girello
Il lavoro giovanile è un grande problema. I laureati sono troppo penalizzati, non si può rinunciare allo studio e ai sogni che ne derivano per paura di non riuscire ad andare in pensione. Personalmente tra i 18enni che conosco oggi ci sono molti meno laureandi rispetto ai 18enni di 5 anni fa e probabilmente per tante paure si sceglie la strada più sicura e più redditizia nel breve termine. Non è possibile che i laureati dopo anni di studi percepiscano circa lo stesso stipendio di ragazzi che iniziano(massimo rispetto) la carriera lavorativa subito dopo il diploma. Bisogna saper sfruttare le potenzialità ideative dei milioni di ragazzi che si laureano e non riescono ad esprimersi in questo Paese, altrimenti avremo sempre più italiani all’estero.
Re-skilling predittivo e riforma dei Centri per l'Impiego: formare per il futuro
di Nicolò Martinello
L'Italia convive con un paradosso occupazionale devastante: la disoccupazione giovanile è al 20,5%, ma le aziende non trovano oltre 2,5 milioni di profili su 5,5 milioni di assunzioni previste (Excelsior-Unioncamere 2025). Per tecnici e operai specializzati la difficoltà di reperimento raggiunge il 65%. Mancano circa 670.000 diplomati tecnici e 120.000 laureati ITS. Questo non è un problema congiunturale: è strutturale e peggiorativo — il mismatch è salito dal 17% nel 2019 al 33% nel 2023 (EURES-Eurostat). Il sistema formativo produce competenze del passato: i programmi scolastici e i CCNL rispondono ai fabbisogni di ieri, non a quelli dei prossimi 10 anni nel digitale, nel green e nell'healthcare. I Fondi Interprofessionali esistono ma sono sottoutilizzati e scollegati dalla domanda reale. I Centri per l'Impiego operano con logica amministrativa di registrazione: il tasso di inserimento supera il 70% al Nord ma scende sotto il 40% al Sud (dati politiche attive 2024). Il risultato: chi perde il lavoro non sa verso quali competenze orientarsi, e chi si forma non sa se troverà domanda. La formazione non può essere reattiva in un contesto di trasformazione accelerata dall'IA: deve essere predittiva. Danimarca e Germania hanno dimostrato che collegare la mappa prospettica dei fabbisogni alle istituzioni formative riduce il mismatch strutturale in 3-5 anni.
IRisposta alla crescita dei vecchi
di enrico campi
Assistenza ad anziani soli. Come affrontare il problema a fronte di costi sempre più insostenibili.
Tariffe Assicurative Nazionali: Equità e Lavoro per i Giovani del Sud
di Luigi Larghi
È inaccettabile che il futuro lavorativo dei nostri giovani sia ostacolato da un sistema assicurativo iniquo. Oggi, un giovane residente al Sud Italia, desideroso di avviare un'attività o accettare un impiego che richieda l'uso di un'auto, si trova di fronte a tariffe assicurative esorbitanti, spesso proibitive. Questa disparità territoriale non è solo una questione economica, ma una profonda ingiustizia sociale che frena l'occupazione e l'imprenditoria in intere regioni, come dimostra la situazione in città come Napoli. Il costo elevato delle polizze auto diventa un vero e proprio muro, impedendo a talenti e aspirazioni di realizzarsi. Non si tratta solo di un disagio, ma di un ostacolo concreto alla mobilità sociale e allo sviluppo economico del Mezzogiorno. È ora di garantire pari opportunità a tutti i cittadini, indipendentemente dal codice postale, e permettere ai giovani di costruire il proprio futuro senza essere penalizzati da costi ingiustificati.
Rafforzare la Prevenzione dei Disastri Idrogeologici in Italia
di Luca Del Frate
L'Italia è un paese intrinsecamente vulnerabile agli eventi atmosferici estremi e al dissesto idrogeologico, una realtà che si manifesta con sempre maggiore frequenza e intensità. Frane, alluvioni ed esondazioni non sono più fenomeni eccezionali, ma minacce concrete che colpiscono indiscriminatamente intere comunità, mettendo a rischio vite umane, abitazioni, infrastrutture e l'economia locale. Questa crescente fragilità del nostro territorio mi preoccupa profondamente, poiché vedo come la mancanza di una prevenzione efficace si traduca in costi sociali ed economici altissimi, oltre a un senso di insicurezza diffuso tra i cittadini. È fondamentale agire ora per proteggere il nostro futuro, trasformando la consapevolezza del rischio in azioni concrete e coordinate che garantiscano la sicurezza del territorio e dei suoi abitanti. La prevenzione non è un costo, ma un investimento irrinunciabile per la resilienza del nostro Paese.