Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Una Carta Costituzionale per la futura Repubblica Federale Europea
di Roberto Caciuffo
Una proposta di Costituzione Europea potrebbe alimentare il dibattito sull'opportunità di riformare l'Unione Europea con l'obbiettivo di creare, in un futuro non lontano, una vera Repubblica Federale d'Europa. L'iniziativa dovrebbe coinvolgere costituzionalisti provenienti dagli stati membri, e concretizzarsi in una proposta di Costituzione che raccolga il meglio delle carte costituzionali nazionali, armonizzandole in un contesto federale. L'articolo 1 della Carta tedesca, per esempio, è magnifico. Non dico che Renzi diventerebbe il Jean Monnet del XXI secolo, ma sicuramente sarebbe un’iniziativa capace di far discutere e di dare grande visibilità al vostro partito. In una futura Costituzione Europea mi piacerebbe che qualcuno si ricordasse dell’articolo 2 della nostra Carta: tutti reclamano, a ragione, il rispetto dei propri diritti, ma troppo pochi ricordano che la Costituzione richiede anche "l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Sarebbe una bella provocazione sollevare un’eccezione di costituzionalità a leggi fiscali, tipo flat tax, distanti dall’articolo 2! Da profano, proporrei come primi articoli di una ipotetica Carta quelli definiti nel paragrafo successivo.
L'Italia che costruisce: infrastrutture strategiche, tempi certi, regole chiare
di michele sangiovanni
L’Italia deve tornare a costruire il proprio futuro con infrastrutture moderne, sicure e sostenibili: ferrovie, porti, reti idriche, aerospazio, collegamenti digitali, manutenzione delle opere esistenti e grandi connessioni strategiche. Non basta però aprire nuovi cantieri: serve scegliere le opere davvero prioritarie, finanziarle in modo credibile, ascoltare i territori prima che il conflitto esploda, controllare la spesa in tempo reale e misurare i risultati dopo la realizzazione. La proposta vuole creare una nuova politica nazionale per le infrastrutture strategiche fondata su cinque principi: programmazione stabile, valutazione trasparente, partecipazione tempestiva, legalità digitale e responsabilità dei risultati. L’obiettivo è superare la cultura dell’emergenza permanente, che porta a deroghe, commissariamenti e decreti “caso per caso”, e costruire invece un’amministrazione ordinaria capace di decidere e realizzare nei tempi giusti. Vogliamo un Paese in cui un’opera pubblica non sia un annuncio da campagna elettorale, un fascicolo fermo per anni o un'emergenza da risolvere con poteri straordinari, ma un impegno misurabile davanti ai cittadini. Vogliamo un’Italia che sappia programmare le infrastrutture con una visione di lungo periodo, selezionarle sulla base di criteri oggettivi, realizzarle con responsabilità chiare e renderne visibili costi, tempi, avanzamento e benefici. Le infrastrutture sono una leva di crescita, coesione sociale e competitività, ma producono valore solo se sono pianificate, gestite e mantenute in modo efficiente. Per questo la priorità politica non deve essere moltiplicare l’elenco delle “opere strategiche”, ma costruire un metodo nazionale che distingua ciò che è davvero necessario da ciò che è solo simbolico. Una grande opera è strategica quando riduce divari territoriali, aumenta sicurezza e qualità dei servizi, sostiene imprese e cittadini, rispetta l’ambiente e può essere completata con risorse, responsabilità e tempi verificabili. Questa proposta riduce il divario tra promesse e cantieri, legando ogni opera strategica a fabbisogni reali, risorse disponibili, responsabilità definite e tempi verificabili. Riduce lo spreco di risorse pubbliche, in quanto impedisce l'espansione incontrollata delle liste di opere prioritarie e concentra gli investimenti su interventi capaci di generare valore economico e sociale.
Innalzamento soglia reddito per carico familiare a 8.000 euro per giovani fino a 26 anni
di angelo mazzola
L'attuale soglia di reddito per il carico familiare, ferma a 2.840,51 euro, rappresenta un anacronistico disincentivo al lavoro regolare per studenti e giovani lavoratori. Questa soglia, unita alla disparità normativa rispetto al limite di 4.000 euro previsto per i giovani fino a 24 anni, genera una frammentazione che penalizza chi cerca un impiego part-time o stagionale. Molti giovani si trovano costretti a limitare le proprie ore lavorative o a scivolare nel lavoro irregolare per evitare la perdita di detrazioni fiscali e agevolazioni universitarie fondamentali. Si tratta di un sistema che, anziché premiare l'intraprendenza, punisce chi tenta di conciliare il percorso di studi con l'autonomia economica, creando un'iniquità che colpisce direttamente le famiglie e il futuro professionale delle nuove generazioni.
Trasparenza Elettorale e Incompatibilità delle Cariche Pubbliche
di Arturo Famiglietti
L'integrità del processo democratico è minacciata da pratiche obsolete e lacune normative che compromettono la fiducia dei cittadini. L'attuale sistema di raccolta firme per le liste elettorali è vulnerabile a irregolarità diffuse: firme false, doppie o raccolte su moduli vuoti all'ultimo minuto minano la trasparenza e l'autenticità del consenso popolare. Questo non solo falsifica la volontà degli elettori, ma alimenta anche un senso di sfiducia verso le istituzioni. Inoltre, assistiamo a un fenomeno preoccupante: rappresentanti eletti o nominati che si dimettono a ridosso delle elezioni per candidarsi ad altre cariche, spesso senza aver completato il mandato per cui erano stati scelti. Questa pratica denota una mancanza di impegno verso il ruolo ricoperto e una visione opportunistica della politica, che danneggia la stabilità e l'efficacia dell'azione amministrativa. Infine, la possibilità di cumulare più cariche pubbliche, sia elettive che di nomina, crea evidenti conflitti di interesse e sovraccarichi di lavoro che impediscono un'adeguata e dedicata gestione delle responsabilità. Un consigliere comunale, ad esempio, non può svolgere appieno il suo ruolo se contemporaneamente ricopre altre posizioni che richiedono tempo ed energia. È fondamentale intervenire per ripristinare la serietà e la dedizione necessarie per servire la comunità, garantendo che chi si impegna in politica lo faccia con la massima trasparenza e integrità.
Indipendenza economica per le donne
di Cinzia Messina
Le persone di 60 anni senza contributi che non riescono a lavorare per motivi di salute, perché di non faticoso non si trova nulla e anche se il marito lavoro hanno diritto a una loro indipendenza
EDUCAZIONE DIGITALE PER UN USO CONSAPEVOLE DEI SOCIAL NETWORK. PASSARE DA UN USO PASSIVO AD UN USO ATTIVO.
di Vincenzo Puro
Le proposte affrontano il problema dell’uso distorto dei social network, spesso dominato da disinformazione, superficialità e spreco di tempo. Sottolinea l’impossibilità di limitarli in modo restrittivo e propone invece un approccio culturale e regolatorio per trasformarli in strumenti utili alla società. In estrema sintesi si propone un passaggio da un uso passivo dei social a un modello attivo, regolato e consapevole, sostenuto sia da interventi culturali sia da strumenti normativi concreti (in attuazione del Digital Services Act europeo su cui il nostro paese è particolarmente carente). Centrale in tutto questo deve essere in particolare il ruolo delle autorità di vigilanza, nel garantire trasparenza, responsabilità e controllo sulle piattaforme digitali.
Detrazioni fiscali per i nonni che sostengono economicamente i nipoti
di Cristina Marcucci
In un'epoca segnata da una crisi economica persistente e da stipendi che faticano a tenere il passo con il costo della vita, sempre più famiglie si trovano in difficoltà nel garantire ai propri figli un futuro sereno e le necessità primarie. In questo scenario, i nonni emergono come un pilastro fondamentale, un vero e proprio ammortizzatore sociale non riconosciuto. Molti di loro, spinti dall'amore e dal senso di responsabilità, si fanno carico di un peso economico significativo, contribuendo attivamente al mantenimento e alla crescita dei nipoti. Questo impegno, spesso silenzioso, grava pesantemente sui loro bilanci, già provati da pensioni non sempre adeguate. È inaccettabile che questo contributo essenziale alla società e al benessere familiare non trovi un adeguato riconoscimento e supporto da parte dello Stato. È ora di alleggerire il carico su chi, con generosità, sostiene le nuove generazioni, garantendo un aiuto concreto a chi si prodiga per il futuro dei propri cari.
Diritti uguali, dignità per tutti: salario minimo, matrimonio egualitario e tutela delle famiglie
di Andrea Peluso
In Italia esistono ancora forti disuguaglianze sociali, economiche e civili che colpiscono milioni di persone. Le donne continuano a subire discriminazioni sul lavoro, differenze salariali e difficoltà nella conciliazione tra vita privata e carriera. Le persone LGBTQIA+ non godono ancora degli stessi diritti delle coppie eterosessuali, soprattutto sul piano matrimoniale e familiare. Inoltre, molte famiglie e lavoratori vivono in condizioni economiche difficili a causa di stipendi troppo bassi e precarietà. Questa situazione genera esclusione sociale, insicurezza economica e mancanza di tutela per molte persone e bambini. Uno Stato democratico e moderno deve garantire pari dignità, uguaglianza davanti alla legge e condizioni economiche minime per vivere dignitosamente.
Liste d'attesa
di Lucia Geminiani
Abbattere le liste di attesa per la sanità
Maggiore Sicurezza Urbana per Tutti: Libertà di Movimento in Città
di Rossella Montedoro
La sicurezza urbana non è un lusso, ma un diritto fondamentale. Troppi cittadini, in particolare le donne, vivono con la costante preoccupazione di non poter godere appieno della propria città, nemmeno di giorno o nelle aree centrali. La libertà di muoversi senza timore, di rientrare a casa la sera senza ansia, è un pilastro della qualità della vita che oggi è gravemente compromesso. Questa percezione di rischio non è solo un'impressione, ma è alimentata dalla presenza di degrado e dalla sensazione che i responsabili di atti violenti possano agire impunemente. È inaccettabile che le istituzioni, invece di unire le forze per proteggere i cittadini, si perdano in sterili contrapposizioni ideologiche, scaricando le responsabilità e lasciando che la sicurezza delle persone diventi un campo di battaglia politico. Questo immobilismo ha un costo altissimo: la perdita di fiducia nelle istituzioni e, soprattutto, la limitazione della libertà personale e sociale di chi vive e lavora in città. È tempo di agire con decisione per restituire ai cittadini la serenità e la libertà che meritano.
Smart Working: Sgravi Fiscali per Equilibrio Vita-Lavoro e Sostenibilità
di Arturo Famiglietti
Oggi, troppe persone si trovano intrappolate in un ciclo estenuante che rende quasi impossibile conciliare le esigenze della vita lavorativa con quelle personali e familiari. Il pendolarismo quotidiano non solo erode tempo prezioso e genera stress, ma contribuisce in modo significativo all'inquinamento atmosferico e al congestionamento delle nostre città, gravando pesantemente anche sui bilanci familiari a causa dei costi di trasporto. È un problema che colpisce milioni di cittadini, impedendo loro di godere di una vera qualità della vita e di dedicarsi appieno ai propri affetti e interessi. La mia preoccupazione nasce dalla constatazione che un modello lavorativo più flessibile non è solo un lusso, ma una necessità impellente per il benessere individuale e collettivo, e per un futuro più sostenibile per tutti.