Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
Estensione del diritto di voto ai 15 anni con certificazione di competenza civica
di Guglielmo Gentile
L'attuale sistema educativo fallisce nel preparare i giovani alla partecipazione democratica, alimentando un distacco precoce dalla vita politica e dalle istituzioni. È necessario superare la concezione del voto come mero dato anagrafico, trasformandolo in un traguardo di consapevolezza civica. La mancanza di una formazione strutturata su Costituzione, diritti e doveri lascia i cittadini di domani privi degli strumenti critici necessari per orientarsi nel dibattito pubblico. Questa proposta nasce dalla convinzione che, se adeguatamente formati, i quindicenni possano e debbano contribuire attivamente alle scelte del Paese, invertendo la tendenza all'apatia elettorale.
Scuola Nazionale Unica della Pubblica Amministrazione
di Andrea Cominato
L'attuale sistema di reclutamento nella Pubblica Amministrazione si affida esclusivamente a concorsi pubblici che, agendo come una fotografia istantanea, non riescono a valutare appieno le competenze tecniche e la cultura del servizio pubblico dei candidati. Spesso, fattori contingenti come lo stress o il momento personale influenzano l'esito della selezione, penalizzando la qualità del personale di base. L’attuale metodo di reclutamento e selezione del personale della P.A. premia i migliori nella gara, senza valutare totalmente le competenze e le attitudini nella materia. Questa lacuna formativa si traduce in una macchina amministrativa meno efficiente e in una mancanza di percorsi chiari per i giovani che aspirano a servire lo Stato. È necessario superare questa visione frammentata, riconoscendo che il lavoro pubblico possiede un valore sociale profondo che merita una preparazione dedicata, strutturata e meritocratica.
Etichetta "Made in EU"
di Vito Spadino
Necessario contrastare la competivitá sleale di imprese che producono in Paesi che non hanno gli stessi costi obbligatori relativi alla sicurezza sul lavoro, certificazioni obbligatorie, etc. In questa maniera possiamo rilanciare gli investimenti industriali in Italia e in Europa.
Focus su energia per rilanciare il Paese
di Vito Spadino
La crescita dell'economia Italiana (imprese e famiglie in primis) passa da una politica energetica (in particolare elettricità) chiara e strutturata che porti ad un minor costo per imprese (rendendo di nuovo appetibili investimenti in produzione) e famiglie (le quali potrebbero tornare a spendere con relativi benefici).
Semplificazione prescrizioni: eliminazione del passaggio obbligatorio dal medico di base
di Camilla Musciacchio
Il sistema sanitario attuale impone ai pazienti un passaggio burocratico superfluo: la trascrizione delle ricette specialistiche da parte del medico di medicina generale. Questa procedura, spesso ridotta a una mera duplicazione amministrativa priva di reale controllo clinico, trasforma il medico di base in un collo di bottiglia, rallentando l'accesso alle cure e gravando inutilmente sul tempo dei professionisti. Per il cittadino, questo significa attese prolungate e spostamenti non necessari, che minano l'efficienza del percorso di cura e generano frustrazione verso un sistema che dovrebbe essere al servizio del paziente.
Sovranità Digitale: migrazione obbligatoria della Pubblica Amministrazione a sistemi Linux
di Riccardo Gallerani
La dipendenza tecnologica della Pubblica Amministrazione italiana da sistemi operativi proprietari di aziende estere, come Microsoft Windows, rappresenta una vulnerabilità strategica per la sicurezza nazionale. Affidare le infrastrutture critiche dello Stato a software chiusi, sviluppati oltreoceano, espone il Paese a rischi di controllo esterno e costi di licenza insostenibili nel lungo periodo. Come giovane appassionato di informatica, ritengo inaccettabile che il settore pubblico non sfrutti le potenzialità del software libero, che oggi offre soluzioni stabili, sicure e performanti. La transizione verso sistemi open-source non è solo una scelta tecnica, ma un atto necessario di indipendenza digitale che permetterebbe di proteggere meglio i dati dei cittadini e di ottimizzare le risorse pubbliche, garantendo una gestione più trasparente e resiliente delle nostre infrastrutture informatiche.
La mia pensione
di Marco Mincarelli
Il sistema pensionistico italiano vive una crisi strutturale, alimentata da una popolazione che invecchia rapidamente e da una bassa natalità, che riducono il numero dei lavoratori attivi rispetto ai pensionati. A ciò si aggiungono le difficoltà del mercato del lavoro, caratterizzato da salari bassi, discontinuità lavorativa e precarietà, che pregiudicano la capacità dei giovani di accumulare contributi sufficienti per il futuro. Le riforme passate, pur avendo introdotto il sistema contributivo per garantire la sostenibilità finanziaria dei conti pubblici, rischiano di produrre in futuro assegni pensionistici molto bassi, incapaci di garantire un adeguato tenore di vita. Per frenare la spesa, i requisiti di accesso continuano ad innalzarsi, creando un divario generazionale e tensioni sociali tra la tutela della spesa previdenziale corrente e la necessità di investire nelle nuove generazioni. Il distacco dei giovani italiani verso la previdenza complementare e i piani di accumulo (PAC) rappresenta una delle criticità più urgenti del nostro panorama socio-economico, aggravato da una serie di fattori strutturali ben precisi. Le Cause Principali sono i redditi insufficienti e la precarietà, la bassa retribuzione d'ingresso unita a contratti atipici o discontinui. Molti giovani guadagnano a malapena quanto basta per le spese di prima necessità, rendendo impossibile accantonare una quota mensile per il futuro. Di fronte a stipendi modesti e al carovita, la pensione viene percepita come un evento troppo lontano nel tempo. Le priorità immediate — come pagare l'affitto, le bollette o iniziare a risparmiare per l'acquisto di una casa — azzerano la propensione al risparmio a lungo termine. Permane, inoltre, un forte divario nella comprensione dei meccanismi economici di base. Molti giovani ignorano i vantaggi fiscali dei fondi pensione (come la deducibilità dei contributi fino a 5.164,57 euro annui) o confondono i prodotti previdenziali con investimenti speculativi ad alto rischio. Lasciare il Trattamento di Fine Rapporto in azienda è spesso visto come una scelta più sicura o una liquidità subito disponibile in caso di emergenza, sottovalutando la maggiore efficienza fiscale e i rendimenti a lungo termine offerti dai fondi negoziali o aperti. Il rischio è che le generazioni più giovani si trovino a fare i conti con un vero e proprio shock previdenziale al momento dell'uscita dal lavoro, con assegni pensionistici estremamente ridotti rispetto all'ultimo stipendio.
La casa come strumento di libertà
di Marco Mincarelli
Nel nostro paese è conclamata una crisi strutturale complessa che penalizza soprattutto giovani, famiglie a basso reddito e grandi città. I fattori principali sono: 1-Stagnazione dei salari e carovita: I redditi degli italiani sono rimasti pressoché stabili negli ultimi trent'anni, mentre il costo della vita e l'inflazione sono cresciuti drasticamente. 2-Crescita insostenibile dei prezzi: I prezzi di acquisto e gli affitti sono saliti vertiginosamente, superando la capacità di spesa della classe media che vede contemporaneamente allargarsi il divario con i cosiddetti ricchi e ridursi quello con la classe povera. 3-Diffusione del fenomeno nei centri medi e piccoli: Questa crisi non riguarda più soltanto le grandi città, ma si estende drammaticamente anche ai centri urbani medi e piccoli, in particolare a quelli con spiccata vocazione turistica, balneare o montana. 4-Impatto del turismo di massa sulle località minori: Località turistiche più piccole, borghi d'arte e aree paesaggistiche di pregio registrano un'impennata dei canoni e dei valori immobiliari inaccessibili per i residenti stabili. 5-Boom degli affitti brevi: La diffusione incontrollata di piattaforme turistiche ha sottratto migliaia di immobili al mercato residenziale stabile anche al di fuori delle metropoli, riducendo l'offerta per lavoratori e famiglie locali. 6-Crisi abitativa per lavoratori essenziali e stagionali: Insegnanti, sanitari e lavoratori stagionali faticano enormemente a trovare un alloggio a prezzi equi, spingendoli a rifiutare impieghi o a fare lunghi spostamenti giornalieri. 7-Carenza di edilizia residenziale pubblica (ERP): Il patrimonio di case popolari è insufficiente e caratterizzato da lunghe liste d'attesa che non coprono il fabbisogno reale. 8-Precarietà lavorativa e blocco dei mutui: La precarietà rende difficile l'accesso al credito bancario per l'acquisto della prima casa. Una giovane coppia in cui entrambi lavorano può permettersi di comprare una casa solo con un aiuto dei genitori o se usufruisce di una eredità . 9-Inefficacia delle tutele: Gli aiuti statali sono spesso frammentati e la burocrazia frena la rigenerazione urbana. In sintesi, la trasformazione della casa da diritto a bene di lusso sta desertificando i centri storici e turistici, aggravando il divario sociale. Lo spopolamento dei residenti stabili comporta una grave crisi anche per le attività commerciali e produttive locali, i centri storici si riempiono di catene a scapito delle botteghe storiche.
ERASMUS' per la meglio gioventù israeliana e palestinese
di Antonella Signore
Ho ascoltato tanto ma settant'anni di guerra o comunque di conflitto hanno prodotto intere generazioni che non hanno mai vissuto in pace. L'odio porta odio, la violenza porta violenza, le recriminazioni, le ferite delle famiglie crescono. Allora ho pensato che occorre qualcuno che invece desideri davvero la pace e sappia spendersi per essa. Ed ho pensato alla meglio gioventù israeliana e palestinese.
Vademecum e altre misure per evitare vittime in caso di alluvioni
di Antonella Signore
Le alluvioni hanno portato e continuano a portare danni alle cose ma purtroppo anche alle persone. Occorre diffondere una cultura su come comportarsi in tali evenienze. E' di questi giorni la notizia dell'ennesima persona rimasta intrappolata nella sua auto in un sottopasso che è morta (RIP).
Istituzione della Garanzia di Comunità: contrasto alla povertà relazionale
di Mariano Scuotri
La solitudine rappresenta oggi una forma di povertà invisibile ma devastante, che priva le persone di relazioni, opportunità e senso di appartenenza. Questo isolamento non risparmia nessuno: colpisce i giovani in cerca di identità, gli anziani dimenticati, chi perde il lavoro o chi attraversa momenti di crisi personale. Non si tratta solo di una mancanza di reddito, ma di una carenza di tessuto sociale che mina la tenuta democratica e il benessere psicologico della nostra collettività. È necessario riconoscere il diritto alla comunità come un pilastro fondamentale della cittadinanza, intervenendo laddove il legame sociale si è spezzato.
Equiparazione salariale dei docenti e valorizzazione della professione docente
di Maria Monica Cocciolo
Il sistema scolastico italiano soffre di una profonda ingiustizia retributiva che penalizza i docenti, i quali percepiscono stipendi tra i più bassi dell'intera pubblica amministrazione nonostante il possesso di titoli di studio identici. Attualmente, la disparità salariale tra i diversi ordini e gradi di scuola crea una frattura ingiustificata tra colleghi che svolgono la medesima funzione educativa. Questa svalutazione economica non solo mortifica la professionalità di chi forma le nuove generazioni, ma rende la carriera docente sempre meno attrattiva per i giovani laureati, minando alla base la qualità futura dell'istruzione pubblica.