Top 50
Ecco le 50 proposte vincitrici della prima fase delle Primarie delle Idee. Dopo quattro mesi di confronto e partecipazione, sono le idee che hanno raccolto più consenso nella nostra community.
Sono proposte che porteremo all'attenzione di tutte le forze che vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E saranno anche tra i mattoni principali per costruire i pilastri riformisti su cui saremo chiamati a votare dal 2 al 6 ottobre, dando spazio e valore a tutte le proposte e alla discussione che si è svolta nella nostra community.
Partecipazione riformista
Le nostre idee
Tutte le proposte delle primarie: la discussione che ha portato alla Top 50.
multidea
di Giovanni MINTO
la nostra costituzione , mi si dice eio sono d'accordo , che sia un documento fra i più importanti esistenti fra i paesi democratici ciò nonostante credo non abbia sufficenti strumenti impliciti di autodifesa rispetto ai rischi di ''abbordaggio politico/elettorale '' da parte di soggetti (politici, economici. mafiosi) che evidentemente non si riconoscono, nè prima, nè durante, nè dopo, nei suoi valori fondanti. secondo me dovrebbe essere emendata di alcuni articoli aggiuntivi che le consentano di essere trasmessa ai posteri cosi come è arrivata a noi!!! si badi bene che non sostengo l'immutabilità della "lettera" anzi sostengo la necessita democratica di casi di ammodernamento!!! ma fatti con tutti i sacri crismi democratici voluti dai Padri Costituenti!!!
Cultura e Sicurezza: la rivoluzione parte dalla scuola pubblica
di Elisabetta Mulas
Sicurezza e cultura rappresentano due facce della stessa medaglia. Attualmente, assistiamo con preoccupazione a una crescente diffusione tra i giovani, anche in età preadolescenziale, di fenomeni quali l'abuso di sostanze stupefacenti, il consumo eccessivo di alcol e il ricorso ad armi da taglio. Per contrastare tale deriva, appare necessario un radicale cambiamento di rotta nelle politiche di investimento. Si potrebbero reindirizzare i finanziamenti pubblici, attualmente destinati agli istituti paritari e alle università private, verso la scuola e l'università pubblica. Tale manovra mirerebbe a: • Garantire l’eccellenza formativa a ogni ceto sociale. • Disincentivare il ricorso a percorsi di studio privati, talvolta percepiti come corsie preferenziali per l'ottenimento di titoli accademici. • Incentivare il settore privato a sostenersi autonomamente tramite sponsorizzazioni e donazioni filantropiche. Il medesimo principio di universalità dovrebbe essere applicato alla sanità e allo sport. È fondamentale che l'accesso alle cure e alla pratica sportiva sia garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dalle possibilità economiche. Lo sport, in particolare, funge da fondamentale presidio educativo e sociale, sottraendo i giovani alla strada e alle logiche della microcriminalità.
Trasparenza e Realismo: La Nuova Comunicazione Politica
di Marco Picci
La politica italiana si trova di fronte a una crisi di fiducia profonda, specialmente tra le giovani generazioni. Anni di retorica vuota, promesse irrealizzabili e soluzioni facili a problemi complessi hanno generato una disillusione dilagante. Questo scollamento è particolarmente evidente quando si affrontano temi cruciali come il debito pubblico: si parla incessantemente di abbassare le tasse o aumentare il welfare, ma si tace sulle coperture finanziarie e sull'impatto reale di tali misure. Questa mancanza di onestà intellettuale e trasparenza mina la capacità dei cittadini, e in particolare dei giovani, di comprendere le reali sfide del paese e di partecipare attivamente al dibattito democratico. È inaccettabile che la politica continui a presentare un'immagine distorta della realtà, alimentando aspettative irrealistiche e impedendo una discussione seria e costruttiva sul futuro della nazione. È tempo di ripristinare la fiducia, offrendo un quadro chiaro e veritiero delle sfide e delle soluzioni.
Più Borse e Posti per Specializzandi Non Medici
di Gian Maria Rossi
Il futuro del nostro Paese dipende dalla valorizzazione dei suoi talenti, eppure oggi assistiamo a una grave disparità che penalizza migliaia di giovani professionisti: gli specializzandi delle scuole non mediche. Queste figure, essenziali per settori strategici che vanno dalla ricerca scientifica alla conservazione dei beni culturali, dall'ingegneria all'informatica, sono spesso costrette a vivere con borse di studio insufficienti e a confrontarsi con un numero esiguo di posti disponibili. Questa situazione non solo mina la dignità di chi ha dedicato anni allo studio e alla formazione, ma scoraggia anche i migliori talenti dall'intraprendere percorsi di specializzazione in Italia, alimentando la 'fuga dei cervelli'. È inaccettabile che professionisti altamente qualificati siano costretti a scegliere tra un compenso inadeguato e la ricerca di opportunità all'estero. Dobbiamo garantire loro un riconoscimento economico e professionale adeguato, perché investire in questi giovani significa investire nel progresso e nell'innovazione del nostro Paese.
Riforma Scuola-Lavoro: Competenze Reali per il Futuro dei Giovani
di Roberta Magliocchetti
Il futuro dei nostri giovani è un tema che mi sta profondamente a cuore, e la disconnessione tra il sistema scolastico e le reali esigenze del mondo del lavoro rappresenta una delle sfide più urgenti e frustranti. Troppi ragazzi, dopo anni di studio, si ritrovano impreparati ad affrontare il mercato del lavoro, faticando a trovare un'occupazione adeguata alle loro aspirazioni e al loro potenziale. Questa lacuna non solo genera sfiducia e precarietà tra i giovani, ma priva anche il nostro paese di talenti e competenze vitali per la sua crescita. È inaccettabile che la scuola, che dovrebbe essere il trampolino di lancio verso un futuro promettente, diventi spesso un ostacolo. Dobbiamo agire per garantire che ogni giovane abbia gli strumenti per costruire una carriera significativa e contribuire attivamente alla società.
Femtax
di Giuseppe Miceli
Parità di genere nelle posizioni manageriali
L’esercizio del diritto e non la gestione di esso.
di Giuseppe D’angelo
GIUSTIZIA
SCUOLA ITINERANTE
di Bianca Maddalena Seghizzi
Gli studenti non riescono più a identificare la scuola e lo studio come strumento di crescita personale e lavorativa
Istituzione di fondi universitari per la promozione di iniziative culturali e sociali nelle aree a forte disagio sociale
di Francesco Abbatiello
In diverse aree del Mezzogiorno, si registra da anni un elevato tasso di disagio sociale e culturale. Nonostante gli interventi di riqualificazione urbana e infrastrutturale realizzati negli ultimi anni, tali iniziative non hanno prodotto i risultati sperati in termini di riduzione della marginalità sociale e di rafforzamento della coesione comunitaria. La questione del disagio sociale è strettamente connessa al fenomeno dell’abbandono scolastico, che in alcune aree del Paese continua a superare la media nazionale e gli obiettivi europei fissati per l’inclusione educativa. Il venir meno di punti di riferimento culturali, sociali ed educativi contribuisce alla disaffezione verso la scuola e alimenta dinamiche di isolamento, devianza e precarietà sociale. Alla base di questo problema vi è spesso l’assenza di un tessuto culturale capace di coinvolgere i giovani, di farli sentire parte attiva della comunità e di fornire loro occasioni di crescita, confronto e partecipazione. Dati: - In Italia il tasso di abbandono scolastico precoce (early school leaving) è 10,5% (2024-2025), significativamente al di sopra dell’obiettivo europeo che è al massimo 9%. Agenzia Giornalistica Italia - Le regioni con i tassi più alti di dispersione scolastica sono alcune del Sud: Sardegna 17,3%, Sicilia 17,1%, Campania 16,0%, seguite da Bolzano con 16,2%. www.telecittanews.it+3News Istruzione+3TP24+3 - A livello nazionale, il tasso di disoccupazione giovanile (giovani attivi in cerca di lavoro) è circa 19-20% (tra i 15-24 anni), dati recenti ISTAT mostrano 19,2% ad aprile 2025. ANSA.it+2Agenzia Giornalistica Italia+2 - Il tasso di disoccupazione generale italiana è circa 6,0-6,5% (2025) a seconda del mese / trimestre. Reuters+3Agenzia Giornalistica Italia+3Reuters+3 Finalità della proposta: La presente proposta mira a rafforzare il legame tra università, territorio e comunità locali, riconoscendo nel sapere e nella cultura strumenti fondamentali di inclusione sociale e di contrasto alla dispersione scolastica.si intende istituire un Fondo Nazionale per le Iniziative Universitarie di Coesione Sociale e Culturale, destinato agli atenei pubblici e privati riconosciuti dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che potranno accedere ai finanziamenti per realizzare progetti nelle aree individuate come a forte disagio sociale.
IDENTIFICAZIONE SICURA DELL'IDENTITA' DIGITALE
di Giulio Alfredo Galetti
Eliminare le vittime del bullismo SOCIAL e frenare la dilagante DISINFORMATIA costruita a tavolino da chi vuole sabotare alle radici la cultura democratica basata sul raffronto delle idee e delle opinioni
Riforma assetto istituzionale amministrazione dei territori
di Massimo Pinardi
Ripristinare le province elettive con Presidente e giunta provinciale (c'era una riforma del governo Monti che ne indicava 50); fusione dei piccoli comuni con popolazione inferiore ai 3000 abitanti.
Digitalizzare davvero la giustizia per ridurre arretrati e inefficienze
di Giovanni Perilli
La giustizia italiana vive una crisi strutturale che non dipende solo dalle norme, ma dalla capacità della macchina amministrativa di funzionare. I tempi dei procedimenti restano tra i più lunghi d’Europa, gli arretrati continuano a crescere e il personale è spesso insufficiente o privo degli strumenti adeguati. La digitalizzazione è stata avviata, ma in modo frammentato, con piattaforme non integrate, processi non ripensati e strumenti che non dialogano tra loro. Il risultato è un sistema che continua a basarsi su procedure manuali, duplicazioni, passaggi ridondanti e carichi di lavoro insostenibili. Per affrontare davvero il problema servono: una visione unitaria della digitalizzazione della giustizia, non interventi isolati; infrastrutture tecnologiche moderne, stabili e interoperabili; personale formato e figure tecniche dedicate; processi ripensati alla radice, non semplicemente “trasferiti” su un computer; strumenti che riducano il lavoro ripetitivo e liberino tempo per le attività giuridiche essenziali; un’organizzazione degli uffici che permetta di sfruttare davvero il digitale. Solo partendo da questi elementi si può costruire una giustizia più veloce, accessibile e affidabile, capace di rispondere ai cittadini e di sostenere la competitività del Paese.