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Salute

Una sanità pubblica che prende in carico le persone

di Giuseppe Salerno

26 agosto 2026

Tema

Qual è il problema e perché è importante? La sanità pubblica sta attraversando una fase nella quale il diritto alla cura rischia di dipendere sempre più dal luogo in cui si vive, dalla disponibilità economica e dalla capacità di orientarsi tra servizi spesso frammentati.Le liste d’attesa sono il problema più evidente: mesi per una visita o un esame spingono chi può permetterselo verso il privato, mentre anziani, persone fragili e famiglie con redditi più bassi rischiano di rinunciare alle cure. Le differenze tra Regioni, città e aree interne rendono inoltre diseguale un diritto che dovrebbe essere universale. È importante intervenire perché la salute non può diventare una questione di possibilità economiche o geografiche. Una sanità pubblica forte non significa soltanto curare la malattia, ma garantire prevenzione, continuità assistenziale e presa in carico della persona, soprattutto davanti all’invecchiamento della popolazione e alla crescita delle cronicità. Perché è importante? La salute è il primo diritto che uno Stato deve essere in grado di garantire a tutti, indipendentemente dal reddito e dal luogo di residenza. Quando una persona deve aspettare mesi per una prestazione oppure è costretta a rivolgersi al privato perché non può più aspettare, il principio di universalità del Servizio sanitario nazionale si indebolisce. Il problema non riguarda soltanto chi oggi è malato. Riguarda tutti noi e soprattutto il futuro: una popolazione che invecchia, l’aumento delle malattie croniche, la crescita delle fragilità sociali e le profonde differenze territoriali richiedono un sistema capace di prevenire, curare e accompagnare le persone nel tempo. Investire nella sanità pubblica significa quindi ridurre le disuguaglianze, proteggere le famiglie, sostenere chi è più fragile e garantire che la possibilità di curarsi non dipenda dalla propria situazione economica o dalla Regione in cui si vive. La sfida non è semplicemente spendere di più, ma costruire una sanità pubblica più organizzata, più vicina alle persone e capace di garantire a tutti tempi e livelli di assistenza adeguati.

Soluzione

Cosa propongo e come si potrebbe attuare? Propongo un Patto nazionale per la presa in carico, fondato su tre interventi. Il primo: garantire un tempo massimo per ogni prestazione, definito in base alla priorità clinica. Se il SSN non riesce a rispettarlo, il cittadino deve poter ottenere la prestazione presso un’altra struttura pubblica o accreditata, senza costi aggiuntivi, attraverso il coordinamento delle agende disponibili. Il secondo: rafforzare la sanità territoriale, collegando Case della Comunità, medici di medicina generale, infermieri di comunità, telemedicina, assistenza domiciliare e ospedali. Una rete integrata permetterebbe di intervenire prima, seguire meglio le cronicità e ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso. Il terzo: creare un sistema nazionale trasparente delle liste d’attesa, con dati aggiornati e consultabili dai cittadini, per conoscere tempi e disponibilità e orientare meglio risorse e personale. Che impatto avrebbe? Una sanità più equa, accessibile e vicina alle persone. Meno ricorso obbligato al privato, maggiore assistenza sul territorio e una riduzione delle disuguaglianze territoriali e sociali. La sanità pubblica deve tornare a essere una certezza: non il luogo in cui si aspetta, ma il sistema che prende in carico ogni persona e garantisce a tutti lo stesso diritto alla cura.

Punteggio

4

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