Riforma delle professioni: superamento del sistema corporativo e delle rendite di posizione
di Alfonso Pavone
12 agosto 2026
Tema
Il sistema italiano delle professioni e delle attività regolamentate è oggi ostaggio di logiche corporative che trasformano licenze e incarichi pubblici in rendite di posizione ereditarie. Questo blocco sociale impedisce il ricambio generazionale, soffoca il merito e danneggia i cittadini, costretti a pagare costi più elevati per servizi spesso inefficienti. La persistenza di 'feudi' professionali, dove l'accesso è regolato dalle lobby anziché dalla competenza, crea una disparità inaccettabile tra chi opera in mercati aperti e chi gode di privilegi protetti. È un sistema che si auto-sostiene, impedendo ai giovani talenti di emergere e privando il Paese di una sana dinamica competitiva basata sul valore reale del servizio offerto.
Soluzione
Si propone una riforma strutturale, armonizzata a livello europeo, che sottragga agli ordini professionali il controllo sull'accesso al mercato, limitando le loro funzioni alla sola vigilanza deontologica e alla formazione. Le licenze professionali e commerciali devono essere trasformate in concessioni pubbliche a tempo, non trasferibili né ereditabili, eliminando il valore di mercato che oggi le rende asset patrimoniali. Per le posizioni esistenti, si prevede un superamento graduale che tuteli gli investimenti passati ma restituisca allo Stato e agli enti locali la facoltà di modulare l'offerta in base al reale fabbisogno del territorio. L'obiettivo è garantire che l'esercizio di una professione sia sempre legato alla competenza e alla qualità del servizio, rendendo il sistema trasparente, meritocratico e allineato agli standard dell'Unione Europea.
Punteggio
3
Posizione in classifica
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