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Diritti

Diritto di voto attivo ai minorenni dai 12 anni

di Marco Campione

13 aprile 2026

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Tema

È inaccettabile che gli interessi dei bambini e degli adolescenti siano sistematicamente trascurati nel dibattito politico e nelle decisioni legislative. La ragione è chiara e disarmante: non votano. In un sistema dove il peso politico è direttamente proporzionale alla capacità di esprimere un voto, i più giovani sono condannati all'invisibilità. Questo porta a politiche che privilegiano gli interessi delle generazioni votanti – dalla previdenza alla politica dei redditi – a discapito di investimenti cruciali per il futuro, come la qualità dell'istruzione, la tutela dell'ambiente e i servizi dedicati all'infanzia. È una falla democratica che mina le fondamenta della nostra società, lasciando una parte fondamentale della popolazione senza voce e senza rappresentanza. È ora di riconoscere che i bambini non sono solo il nostro futuro, ma cittadini con diritti e bisogni attuali che meritano di essere ascoltati e rappresentati.

Soluzione

Per superare l'attuale deficit di rappresentanza e garantire che gli interessi dei più giovani siano finalmente al centro dell'agenda politica, si propone di istituire il diritto di voto attivo per i minorenni a partire dai 12 anni di età. Questa soglia non è arbitraria, ma si basa sul principio riconosciuto dalla Convenzione ONU sui diritti del bambino, che presume la capacità di discernimento a partire da tale età. L'attuazione di questa proposta richiederebbe una modifica costituzionale e legislativa che estenda il suffragio attivo. Per affrontare le preoccupazioni sulla capacità di esprimere un voto consapevole, si prevede un meccanismo di salvaguardia: la possibilità per un giudice di dichiarare l'incapacità di voto in casi specifici, esattamente come già avviene per gli adulti. Questo approccio bilanciato riconoscerebbe la maturità progressiva dei giovani, garantendo al contempo la tutela dei principi democratici. L'impatto sarebbe rivoluzionario: i giovani non sarebbero più spettatori passivi, ma attori del processo democratico, eleggendo i propri rappresentanti o influenzando direttamente le scelte politiche. Ciò porterebbe a una legislazione più attenta alle loro esigenze, con investimenti mirati in istruzione, ambiente, salute e servizi per l'infanzia, costruendo una società più equa e lungimirante per tutti.

Punteggio

6

Posizione in classifica

#926 di 1426 proposte

#36 di 48 proposte su Diritti

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