Fondo Sovrano Italia, creare sviluppo da liquidità inattiva
di Luca Mele
17 agosto 2026
Tema
PREMESSE: La produzione di beni e servizi dipende dalla quantità e dalla velocità di circolazione della moneta; le stime indicano per l'Italia capacità produttiva media inferiore al 75%; In Italia esiste ricchezza improduttiva su deposti bancari e postali per circa € 1.500 miliardi. OBIETTIVO: Agevolare un rilevante incremento del PIL senza utilizzo di debito pubblico, aumentando viceversa le entrate pubbliche utili a finanziare i temi sociali storicamente a carico dello Stato: assistenza sanitaria, assistenza previdenziale, istruzione.
Soluzione
La creazione del Fondo Sovrano Italia, la cui gestione professionale sia assegnata con mandato pluriennale attraverso gara internazionale alla principale società di gestione del risparmio che vorrà partecipare, che miri a raccogliere almeno il 10% della liquidità immobilizzata dai privati in depositi bancari e postali (€ 150 miliardi), eventualmente con compiti di verifica comunque non operativi da parte di Cassa Depositi e Prestiti, da utilizzare per investimenti nelle PMI e più in generale nelle aziende con migliori prospettive di crescita sia attraverso la partecipazione sotto forma di Private Equity o Private Debt che tramite sottoscrizione di strumenti finanziari quotati. La gestione professionale renderebbe competitivo lo strumento per gli investitori al dettaglio i quali, in analogia a quanto previsto dalla normativa sui PIR, potrebbero beneficiare di esenzione dalla tassazione delle rendite finanziare decorsi cinque anni di detenzione, oltre che, come ad oggi previsto per i titoli di stato, di esenzione sia ai fini successori che ai fini ISEE. L'adesione, normalmente volontaria, dovrebbe essere in fase di avvio automatica per i depositi che presentino giacenza media annua superiore ad € 100.000 nei limiti del 10% della giacenza stessa, con possibilità di riscatto senza oneri entro 90 giorni dalla sottoscrizione, termine utile a confermare la volontarietà dell'operazione, su clienti che presentino caratteristiche conformi alla normativa vigente (ad es. Mifid). Ipotizzando l'utilizzo delle disponibilità raccolte nell'arco di 24/36 mesi, ne conseguirebbero a regime un rilevante incremento del PIL derivante dall'incremento della forza lavoro e conseguentemente dei consumi a livello aggregato, e quindi un maggior introito fiscale a parità di aliquote. La gestione affidata a società leader del settore, a costi di mercato ancorché preferenziali, la selezione delle aziende su cui investire, secondariamente individuabili a livello europeo per evitare fenomeni inflattivi interni da eccesso di domanda, e l'estensione di agevolazioni fiscali già applicate ad altri strumenti consentirebbero di non entrare in contrasto con la normativa europea, anzi estendibile per una migliore integrazione economica europea.
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