Abolizione degli istituti tecnici e professionali per realizzare la scuola delle pari opportunità.
di Oriana Temperoni
24 aprile 2026
Tema
La scelta della scuola superiore alla giovanissima età di 13 anni condiziona enormemente il futuro dei giovani; la distanza tra i vari tipi di scuole è profonda e le conseguenze sugli studenti sono di chiara privazione di opportunità fondamentali di istruzione ed educazione per tutti i malcapitati degli istituti professionali e/o tecnici. Percorsi formativi del genere privano i giovani della possibilità/capacità di scoprire il potenziale che covano e fungono da motore per la creazione di una società nettamente divisa, tra cittadini di serie A, B, e forse C e D. Le possibilità fornite ad uno studente di liceo classico sono (quantomeno) chiaramente diverse da quelle fornite ad uno studente di un qualsiasi istituto professionale; ciò comporta in quest’ultimo un appiattimento negli interessi, nelle ambizioni, nella fiducia nelle istituzioni.
Soluzione
La soluzione si trova nel posticipare il momento della scelta, garantendo una formazione (quasi) equa per tutti fino al raggiungimento dell’età d’estinzione dell’obbligo scolastico. Fondamentale è limitare la scelta a liceo sì o liceo no (con come alternativa i centri di formazione professionale); la “via di mezzo” rappresentata dagli istituti tecnici e professionali crea confusione al momento della scelta, per poi rivelarsi nient’altro che un abbandono scolastico con obbligo di frequenza. È necessario tornare a credere nel ruolo centrale della scuola, come luogo di formazione di cittadini dotati di pari opportunità e pari dignità sociale. Lasciamo che la scuola sia una fonte di stimolo anche per chi vi trova difficoltà, e non un luogo di accomodamento ed impoverimento.
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