Misure di Politica Economica e Industriale per Aumentare la Produttività delle PMI Italiane
di Liliana Baculo
20 aprile 2026
Tema
La produttività delle Piccole e Medie Imprese italiane rappresenta una delle sfide strutturali più urgenti per il sistema economico nazionale. L’Italia è il Paese europeo con il più ampio divario di produttività tra grandi imprese e PMI, con un gap che si è ampliato costantemente nell’ultimo ventennio. Le PMI italiane impiegano in media 3,1 addetti – un dato inferiore alla media UE di 3,9 – e questa frammentazione dimensionale è al contempo causa ed effetto di una produttività che stenta a crescere. Il presente paper propone dieci misure concrete di politica economica e industriale, ciascuna ancorata a un modello internazionale che ha prodotto risultati misurabili. Non si tratta di proposte teoriche, ma di interventi già sperimentati con successo in economie avanzate comparabili – dal Regno Unito alla Corea del Sud, dalla Danimarca all’Australia – e adattabili al contesto italiano con gli opportuni aggiustamenti istituzionali. La logica complessiva è che le PMI italiane non sono poco produttive per un singolo motivo, ma per un ecosistema che le penalizza simultaneamente su scala, management, innovazione, accesso al capitale e costi di transazione. Le misure isolate non funzionano: serve un pacchetto coordinato che attacchi tutti i colli di bottiglia in parallelo.
Soluzione
Un’impresa che beneficia del Productivity Voucher per migliorare il proprio management sarà più pronta ad aggregarsi con altre PMI, ad adottare tecnologie digitali avanzate, e ad affrontare i mercati internazionali. L’accesso a R&D strutturale e a talenti qualificati accelera ulteriormente la crescita. La rimozione di vincoli strutturali come i ritardi di pagamento e la dipendenza dal credito bancario libera risorse per lo sviluppo. Le sandbox regolamentari riducono l’incertezza per le PMI innovative. E un National Productivity Board garantisce che tutte queste politiche vengano monitorate, valutate e continuamente migliorate. L’esperienza internazionale insegna che i Paesi che hanno registrato i maggiori incrementi di produttività nelle PMI – Corea del Sud, Singapore, Paesi nordici, Australia – hanno adottato pacchetti coordinati di riforme, non misure isolate. L’Italia ha le competenze, il tessuto imprenditoriale e la tradizione manifatturiera per replicare questi successi. Ciò che manca è un disegno organico di politica industriale che metta la produttività delle PMI al centro dell’agenda economica, con strumenti concreti, risorse adeguate e un meccanismo rigoroso di valutazione dei risultati. Il costo complessivo del pacchetto è stimabile in 4-6 miliardi di euro/anno a regime, una cifra significativa ma pienamente sostenibile se confrontata con il costo dell’inazione: secondo l’OCSE, un aumento dell’1% della produttività del lavoro in Italia genererebbe circa 18 miliardi di euro di PIL aggiuntivo. L’investimento si ripaga da solo entro 3-5 anni.
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