MAGISTRATURA: SUPERAMENTO DEL POTERE DELLE CORRENTI
di Rosella CONTICCHIO
10 luglio 2026
Tema
La Costituzione italiana ha previsto fin dall'origine una Magistratura autonoma e indipendente, con magistrati soggetti soltanto alla legge, e ha istituito il CSM proprio per proteggerla dall'influenza del governo e dei partiti. La dottrina mette in evidenza che questa indipendenza ha due facce: esterna ( dalla politica e dagli altri poteri) e interna (da gerarchie e gruppi di potere dentro la magistratura stessa). Purtroppo le correnti si sono trasformate in centri di potere che influenzano il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), generando un correntismo degenerato e una percezione diffusa di politicizzazione. Non più il CSM come guida imparziale della Magistratura, ma le élite correntizie che si servono del CSM per orientare l'organizzazione giudiziaria in funzione dei propri interessi. Gli scandali degli ultimi anni, a partire dal "caso Palamara", hanno reso evidente un sistema di nomine pilotate, incontri riservati fra magistrati e politici, e scambi di favore che si appoggiano proprio sulle reti correntizie.
Soluzione
I magistrati devono essere liberi, indipendenti e responsabili, non condizionati da correnti politiche né da partiti esterni. Deve essere garantita loro la libertà di giudicare in coscienza, soggetti soltanto alla legge e ai principi della Costituzione. Appare evidente la necessità di eliminare la dimensione "politico-partitica" delle correnti e I meccanismi che danno loro potere sulle carriere. Occorre intervenire regolando l'attività delle correnti stesse, riducendo il loro controllo sul CSM, separando nettamente giurisdizione e politica, rafforzando meritocrazia, trasparenza ed etica professionale. Deve essere abolita la possibilità che l'appartenenza a una corrente diventi la chiave di volta della carriera e del potere giudiziario. Cosa si può fare a tal fine? Per l'elezione dei componenti magistrati del CSM e per l'eliminazione o la riduzione del potere delle correnti, suggerirei un sistema tecnico fondato sul cosiddetto "sorteggio temperato", ossia una procedura che preveda inizialmente il sorteggio, fra tutti i magistrati in servizio, di un numero di candidati eleggibili pari al triplo, quadruplo, quintuplo (o nella misura che verrà scelta e approvata) dei seggi da eleggere. Successivamente tutti i magistrati sarebbero chiamati a votare con voto di indicazione personale, ( ovviamente svincolato da liste di appartenenza o di indicazione correntizia), i preferiti nell'ambito del paniere dei candidati che sono stati sorteggiati nella fase iniziale.
Punteggio
17
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