Dopo di noi: un patto territoriale per il progetto di vita e l'autonomia
di Alberto Fornaroli
31 luglio 2026
Tema
Il timore per il futuro dei propri cari con disabilità rappresenta un'angoscia silenziosa e logorante per migliaia di famiglie, che vivono nell'incertezza costante di cosa accadrà dopo la scomparsa dei genitori. L'attuale sistema di assistenza, spesso frammentato e puramente emergenziale, non riesce a garantire una prospettiva di vita dignitosa e stabile nel tempo. Non è accettabile che la dignità umana e il diritto all'autonomia vengano subordinati a rigide logiche di mercato o a vincoli di bilancio che ne comprimono l'essenza. È necessario superare la solitudine delle famiglie, trasformando la cura da peso privato a responsabilità collettiva, affinché nessun genitore debba temere che il futuro del proprio figlio si interrompa con la propria vita.
Soluzione
La proposta prevede l'istituzione di 'Patti di Comunità' territoriali, dove i Comuni agiscono come cabine di regia in stretta collaborazione con ASST, Terzo Settore e famiglie per definire progetti di vita personalizzati. Le Regioni avranno il compito di reperire e garantire le risorse abitative, promuovendo modelli di cohousing e appartamenti protetti che favoriscano l'autonomia. Per l'inclusione lavorativa, si introduce la figura del Job Coach, ispirata ai modelli nordeuropei, per supportare sia il lavoratore che l'azienda nell'adattamento delle mansioni e nella gestione delle dinamiche quotidiane. Questo sistema integrato sposta il focus dall'assistenzialismo passivo alla costruzione di una rete solida, capace di accompagnare la persona con disabilità in un percorso di vita duraturo e dignitoso.
Punteggio
50
Posizione in classifica
#155 di 1426 proposte
#7 di 90 proposte su Welfare
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