Lauree abilitanti per l'accesso alle professioni regolamentate
di Allegra Tonnarini
28 maggio 2026
Tema
Il persistente disallineamento tra formazione universitaria e accesso al mercato del lavoro rende necessaria una revisione del sistema accademico in chiave maggiormente professionalizzante. In Italia, infatti, solo alcuni percorsi universitari consentono oggi l’accesso diretto alle professioni, mentre in numerosi ambiti regolamentati sono richiesti ulteriori esami, tirocini o percorsi post-laurea, con conseguente allungamento dei tempi di ingresso nel mondo del lavoro. Questa frammentazione determina un ritardo nell’autonomia economica dei giovani rispetto alla media europea e riduce la competitività del sistema produttivo. Risulta pertanto necessario rafforzare il raccordo tra università e professioni attraverso l’estensione del modello delle lauree abilitanti e professionalizzanti. In tale direzione si colloca la Missione 4 “Istruzione e ricerca” del PNRR, che, nell’ambito della Componente 1, ha previsto la Riforma 1.6 sulle lauree abilitanti per determinate professioni, con l’obiettivo di semplificare l’accesso alle professioni regolamentate, ridurre i tempi di transizione tra studio e lavoro e valorizzare il tirocinio pratico-valutativo all’interno dei percorsi universitari. La presente proposta si pone in continuità con tale impostazione, estendendola a ulteriori corsi di laurea magistrale e rafforzando l’integrazione tra formazione teorica e competenze professionali.
Soluzione
Proposta di riforma Al fine di rafforzare il collegamento tra università e mondo del lavoro, si propone l’emanazione dei regolamenti previsti dall’articolo 4 della Legge n. 163 del 2021, secondo i seguenti principi: • introduzione di corsi di laurea magistrale che consentano l’accesso diretto all’abilitazione professionale, anche mediante integrazione degli esami abilitanti nel percorso universitario; • previsione, anche nei corsi di area umanistica e sociale, di almeno sei mesi di tirocinio curriculare presso enti pubblici e privati, studi professionali, associazioni e organizzazioni del terzo settore convenzionate; • progettazione congiunta dei percorsi di tirocinio tra università ed enti ospitanti, al fine di garantire coerenza tra formazione teorica e competenze professionali richieste; • eventuale valorizzazione della prova finale o della tesi di laurea attraverso collegamenti diretti con l’esperienza di tirocinio, mediante casi pratici, progetti applicativi o attività di ricerca sul campo; • definizione, da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca, d’intesa con ordini professionali e rappresentanze del mondo produttivo, degli standard minimi dei percorsi abilitanti e dei criteri di valutazione delle competenze pratiche; • incentivazione di partenariati strutturali tra università, imprese, enti territoriali e professioni, anche tramite convenzioni permanenti e reti territoriali per l’occupabilità dei laureati. L’obiettivo è costruire un sistema universitario più moderno, integrato e orientato alle competenze, capace di ridurre i tempi di transizione tra formazione e lavoro e di garantire una preparazione immediatamente spendibile nel mercato professionale.
Punteggio
650
Posizione in classifica
#9 di 1426 proposte
#3 di 202 proposte su Istruzione
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