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Istruzione

Un’Alleanza per l’Educazione nell’Era dell’Intelligenza Artificiale

di Filippo di Robilant

15 aprile 2026

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Tema

L’educazione, intesa come la maniera con la quale organizziamo l’insegnamento e l’apprendimento nel corso della vita, plasma, da sempre, il nostro mondo. Ha svolto, e si spera continuerà a svolgere, un ruolo fondamentale nella crescita della società umana. Ma per plasmare futuri equi, giusti e sostenibili occorre rinnovare l’educazione stessa, a cominciare dall’introduzione di nuove pratiche pedagogiche in grado di affrontare in maniera costruttiva fenomeni che generano ansie e paure, soprattutto nelle generazioni più giovani: cambiamenti climatici, sfruttamento delle risorse e perdita di biodiversità, pandemie, automazione tecnologica, diseguaglianze sociali ed economiche, regressione democratica e guerre alle nostre porte. Sono tutti tratti distintivi della nostra epoca e che riguardano la global education in senso lato, in un quadro sociale conflittuale e in rapido mutamento, non ultima la questione del declino demografico per quanto riguarda l’Italia e gran parte dell’Europa. In questo contesto, l’accelerazione del ricorso a modelli educativi basati sull’IA nelle scuole è fonte di allarme. Già oggi i nativi digitali sanno a malapena tenere una penna in mano e per moltiplicare 6x6 hanno bisogno della calcolatrice. Questo c’interpella perché l’istruzione si vedrà inevitabilmente risucchiata dalla sfida rappresentata dal dialogo tra intelligenze diverse e da una nuova etica dell’insegnamento che le dirompenti nuove tecnologie stanno imponendo a tappe forzate, dove l'IA c.d. “etica” è solo di facciata e dove i principali attori – decisori politici, regolatori, Ceo delle Big Tech – sono poco inclini alla collaborazione tra loro e con poca volontà a trovare soluzioni. Il rischio di erodere il pensiero critico o di delegarlo a un’intelligenza “aliena” esiste. Forma e libertà , invece, non devono pestarsi i piedi ma, come in una danza armoniosa, trovare un equilibrio tra loro. Da una parte l’apprendimento sostanziale che avviene all’interno di contesti formali in base a un programma di studio, dall’altra l’apprendimento slegato dalle pareti dell’aula (attività sociali, alternanza scuola-lavoro, servizio nella comunità, partecipazione nei comitati studenteschi e in iniziative umanitarie). Acquisire conoscenze e competenze va oltre lo sviluppo del pensiero critico: deve estendersi alla comprensione del pensiero sistemico e della teoria della complessità. Il diploma di maturità è solo la punta dell’iceberg, il resto è sotto la superficie dell’acqua.

Soluzione

Convergere su di una comprensione comune e condivisione dello scopo dell’istruzione. S’impara per fare cosa? Per avere un lavoro e guadagnare? Per realizzarsi come persona? Per salvare il pianeta? Se le valutazioni individuali e il percorso scolastico/formativo dalle elementari al liceo (educational ladder) vengono meno, cosa succede alle professioni che richiedono livelli di conoscenza specializzata: avvocati, medici, ingegneri, scienziati, piloti, ecc…? Riconoscere l’IA come utile complemento, non come motore principale dell’istruzione; uno strumento, non un sostituto. Da qui la necessità di sviluppare nuovi concetti pedagogici e modelli di apprendimento sperimentali, tipo: valorizzare maggiormente l’apprendimento intergenerazionale e tra pari; privilegiare i soft skills rispetto al tradizionale apprendimento nozionistico e creare opportunità di risoluzione olistica dei problemi; acquisire competenze di livello superiore (gestione di team/ibrida, comunicazione/empatia, metacognizione, ecc.); monitorare come le capacità basate sull’IA vengono sfruttate nel processo di apprendimento (traduzioni, appunti, ricerche) e quali compiti gli studenti delegano o non all'IA; ridefinire il ruolo dell’insegnante come custode della trasmissione dei contenuti e facilitatore del processo, tenendo però conto del fatto che i docenti sono spesso i primi a fare ricorso all’IA nei loro metodi e programmi d’insegnamento. In breve, governare la rapida diffusione dell’IA nell’istruzione per evitare la disumanizzazione dell’insegnamento accademico, introducendo salvaguardie per tutelare i processi di apprendimento, la loro integrità e profondità; promuovendo un approccio alla creatività e alla crescita centrato sull’essere umano; favorendo la capacità di non disunirsi in un mondo che tende alla frammentazione. Inserire tutto ciò in un ampio contesto di obiettivi di apprendimento: conoscenze di base (matematica, letteratura, scienze, storia); acquisire competenze per identificare bisogni, delineare progetti, sfruttare risorse disponibili, svolgere valutazioni d'impatto, impegnarsi nella risoluzione di conflitti, trovare l'equilibrio tra sforzo produttivo e benessere personale. Per imprimere quel cambiamento di cui la scuola italiana ha fortemente bisogno occorre lanciare una grande Alleanza per l'Educazione che coinvolga tutti gli stakeholders del settore. Solo continuando a interrogarci sul "perché" si educa troveremo le migliori risposte sul "cosa" insegnare e sul "come".

Punteggio

15

Posizione in classifica

#593 di 1426 proposte

#60 di 202 proposte su Istruzione

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