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L'intelligenza artificiale è una questione decisiva per il sistema produttivo italiano. Cosa fare per le aziende?

di Angela Sara Morandi

31 maggio 2026

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Tema

L'Intelligenza Artificiale sta diventando la principale tecnologia abilitante della nuova fase della globalizzazione. Le grandi economie industriali stanno investendo massicciamente nello sviluppo di modelli, infrastrutture di calcolo e applicazioni industriali perché la partita non riguarda soltanto l'innovazione tecnologica ma la capacità di accrescere produttività, competitività e capacità di esportazione.Per l'Italia il tema assume un'importanza particolare. Da oltre vent'anni il Paese soffre di una crescita della produttività significativamente inferiore rispetto alle principali economie avanzate. Questa debolezza si riflette sulla capacità di competere, di investire, di innovare e di sostenere salari più elevati. L'Intelligenza Artificiale può rappresentare una svolta. Tuttavia il problema non è la disponibilità della tecnologia ma la sua adozione.Le analisi della Banca d'Italia mostrano che molte imprese utilizzano già strumenti di IA, ma solo una minoranza ne fa un uso realmente trasformativo. Nella maggior parte dei casi l'impiego resta confinato a singole attività e non produce cambiamenti profondi nei processi produttivi e organizzativi. La vera sfida consiste quindi nel passare dall'utilizzo dell'IA come strumento individuale alla sua integrazione nelle strategie aziendali. I maggiori benefici non derivano dall'automazione di una singola funzione, ma dalla capacità di ripensare l'intera organizzazione dell'impresa: progettazione, produzione, logistica, manutenzione, gestione delle catene di fornitura, relazioni con i clienti e utilizzo dei dati.Questo tema è particolarmente rilevante per le PMI, che rappresentano il cuore dell'economia italiana. La frammentazione dimensionale limita la capacità di investimento e rende più difficile individuare le soluzioni tecnologiche più appropriate. Il rischio è la formazione di un sistema produttivo a due velocità: grandi imprese sempre più innovative e piccole imprese progressivamente marginalizzate.La questione riguarda inoltre il posizionamento internazionale del Paese. Stati Uniti e Cina stanno costruendo ecosistemi industriali fondati sull'intelligenza artificiale. L'Europa e l'Italia possono mantenere un ruolo competitivo soltanto se riusciranno a trasformare l'IA in uno strumento di rafforzamento delle filiere industriali e del Made in Italy.

Soluzione

La diffusione dell'Intelligenza Artificiale deve essere considerata una politica industriale nazionale. L'obiettivo non è aumentare semplicemente il numero delle imprese che utilizzano l'IA, ma creare le condizioni affinché essa produca aumenti misurabili di produttività.La prima priorità consiste nel rafforzare il trasferimento tecnologico. Molte imprese non hanno bisogno di nuove agevolazioni fiscali quanto di accompagnamento tecnico e organizzativo. Competence Center, Digital Innovation Hub e università devono diventare gli strumenti attraverso cui le imprese possono individuare le applicazioni più efficaci e tradurle in innovazione concreta.La seconda priorità riguarda la diffusione dell'innovazione lungo le filiere. I benefici dell'IA aumentano quando clienti, fornitori e produttori condividono dati, processi e standard comuni. Per questa ragione le politiche pubbliche devono favorire progetti di filiera e piattaforme collaborative piuttosto che interventi isolati. La terza priorità riguarda gli investimenti nelle competenze. L'adozione dell'IA non è soltanto un investimento tecnologico ma un investimento organizzativo. Le imprese che sapranno integrare tecnologia, capitale umano e innovazione dei processi saranno quelle che beneficeranno maggiormente dei guadagni di produttività. L'Italia dispone delle risorse necessarie per affrontare questa trasformazione: una forte base manifatturiera, eccellenze scientifiche, infrastrutture avanzate di supercalcolo e una consolidata capacità imprenditoriale. La vera sfida consiste nel coordinare questi elementi all'interno di una strategia coerente e di lungo periodo. La posta in gioco non è soltanto l'adozione di una nuova tecnologia. È la possibilità di uscire dalla trappola della bassa produttività che da troppo tempo limita la crescita del Paese.

Punteggio

17

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