FESTIVAL DELLA MAMMA - PROGETTO DI SISTEMA
di manuela critelli
10 giugno 2026
Tema
La maternità è diventata invisibile perché abbiamo smesso di riconoscere la cura come valore pubblico. L'abbiamo relegata alla sfera privata, una scelta individuale, un fatto biologico, una responsabilità di chi la vive, e così facendo abbiamo impoverito l'intera comunità. Il primo problema è culturale. La cura materna, intesa come capacità di accogliere, proteggere, nutrire e trasmettere, non appartiene solo alle madri. La esercitano i padri, gli insegnanti, i medici, gli educatori. La esprimono le istituzioni quando scelgono come finanziare i servizi per l'infanzia, come formare il personale sanitario, come strutturare i congedi. La ignoriamo quando lasciamo che ogni madre affronti da sola la nascita, la malattia, il disorientamento, non c'è una narrazione pubblica condivisa sulla cura: solo silenzi, emergenze e retoriche stagionali. Il secondo problema è strutturale. I soggetti che si occupano di maternità e cura: istituzioni culturali, realtà sanitarie, consultori, servizi educativi, associazioni lavorano in parallelo senza parlarsi. Non esiste una piattaforma stabile di dialogo, scambio di buone pratiche, progettazione comune e il risultato è una frammentazione che pesa soprattutto su chi ha meno risorse per orientarsi. Il terzo problema è narrativo. Milano ha radici civiche profonde sul tema della cura: Milano ha radici civiche profonde sul tema della cura, i Martinitt, fondati nel 1532 come primo orfanotrofio laico d'Europa; il Trivulzio, il Mangiagalli, la rete dei consultori, ma non le racconta, non esiste un luogo simbolico, ricorrente e riconoscibile in cui la città si rispecchi come comunità che sa prendersi cura. Questi tre problemi hanno una radice comune: l'assenza di uno spazio pubblico in cui la cura torni a essere una questione condivisa.
Soluzione
Creare un'infrastruttura culturale permanente che sceglie Milano come sede e la festa, il format del Festival della mamma, come linguaggio di accesso. Il progetto intende mettere in rete istituzioni culturali, realtà sanitarie e sociosanitarie, consultori, servizi educativi per l'infanzia, asili nido, professionisti della salute. Al centro di questa rete sta una comunità di cura diffusa, di cui la figura materna, rappresenta il nodo simbolico e relazionale. Si tratta di un progetto culturale a vocazione sociale che si propone come piattaforma di dialogo tra i principali stakeholder pubblici e privati che operano nell’ ambito della cura. Una giornata al Festival significa incontrare una pediatra e una coreografa, accanto a un dibattito sui congedi parentali, un consiglio. La forma-festival non è decorativa: è il modo in cui il pubblico diventa comunità. Attraverso un programma di momenti formativi il progetto diventa un'occasione di audience development per le istituzioni stesse, che attraverso un tema ad alta risonanza sociale possono raggiungere pubblici nuovi e consolidare il proprio ruolo nella vita della comunità. In questa prospettiva, il progetto ambisce a costruire una rete stabile tra amministrazioni, servizi e realtà operative valorizzando il dialogo tra comunità locali e contribuendo alla costruzione di una politica culturale nazionale sul tema. Il patrimonio simbolico milanese legato alla maternità è notevole: i Martinitt, primo orfanotrofio laico d'Europa fondato nel 1532; il Pio Albergo Trivulzio, fondato nel 1771 e ancora oggi tra le più grandi strutture di cura d'Europa; l'Ospedale Mangiagalli, luogo simbolo della nascita nella città; la rete dei consultori familiari nati con la legge 405/1975, che a Milano ha trovato terreno fertile. Sono radici civiche, che si prestano a una narrazione laica e plurale. Il Festival può così posizionare Milano come capitale culturale della maternità e della cura nel senso più ampio e contemporaneo, capace di generare attrattività, dialogo internazionale e reputazione civica. Il Festival della Mamma si propone come strumento di integrazione tra ambiti culturali, sanitari ed educativi, rafforzando il ruolo della cultura come leva di benessere collettivo. Perché prendersi cura è il gesto più politico che una comunità possa compiere.
Punteggio
14
Posizione in classifica
#631 di 1426 proposte
#34 di 90 proposte su Welfare
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