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Piccole costruzioni nell'agro per la tutela e lo sviluppo agricolo

di Rosolino Petretto

13 aprile 2026

urbanisticaagricolturaambientesviluppo ruralepresidio territorio

Tema

Il nostro territorio agricolo, un patrimonio inestimabile, sta soffrendo un progressivo abbandono. Le attuali norme urbanistiche, pur animate da intenti di tutela, si rivelano eccessivamente restrittive, impedendo la realizzazione anche di piccole costruzioni nell'agro. Questa rigidità non solo scoraggia i cittadini dal prendersi cura dei propri lotti di terreno e delle vie di accesso, ma li disincentiva attivamente dalla coltivazione e dal presidio costante. Il risultato è un paesaggio sempre più trascurato, dove la biodiversità è a rischio e il potenziale produttivo agricolo rimane inespresso. Non si tratta di promuovere un assalto urbanistico indiscriminato, ma di riconoscere che l'assenza di una regolamentazione flessibile sta condannando intere aree all'incuria. Per me, vedere questi terreni un tempo vitali trasformarsi in aree desolate è un dolore, una perdita non solo economica ma anche culturale e ambientale. È fondamentale invertire questa tendenza per salvaguardare il nostro ambiente e il futuro della nostra agricoltura.

Soluzione

Per invertire la rotta dell'abbandono e rivitalizzare il nostro agro, propongo una revisione mirata delle norme urbanistiche vigenti. È necessario introdurre la possibilità di realizzare piccole costruzioni all'interno dei fondi agricoli, ma con un vincolo imprescindibile: tali strutture dovranno essere strettamente collegate all'esigenza di reale coltivazione e presidio del terreno in cui sorgono. Questo significa che la concessione edilizia non sarà un via libera all'edificazione selvaggia, ma uno strumento per incentivare l'attività agricola e la cura del paesaggio. Si dovranno definire regole chiare e stringenti che salvaguardino le tipologie costruttive tradizionali e l'integrità ambientale, evitando qualsiasi forma di speculazione. L'attuazione di questa proposta agevolerebbe i cittadini a presidiare attivamente i propri lotti, stimolando la coltivazione e la manutenzione delle aree rurali e delle infrastrutture di accesso. L'impatto sarebbe duplice: da un lato, una maggiore tutela del territorio e dell'ambiente grazie a un presidio costante; dall'altro, la creazione di nuove condizioni di natura economica e di benessere sociale, trasformando l'agricoltura in un motore di sviluppo sostenibile e di ripopolamento delle aree rurali.

Punteggio

6

Posizione in classifica

#976 di 1426 proposte

#32 di 51 proposte su Casa

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