Estensione della Mediazione Obbligatoria a Obbligazioni e Contratti
di Nestore Thiery
11 aprile 2026
Tema
Il sistema giudiziario italiano è afflitto da un sovraccarico cronico di contenziosi civili, una piaga che rallenta la giustizia e impone costi elevati a cittadini e imprese. Come avvocato mediatore, vivo quotidianamente le frustrazioni di un sistema che, pur avendo strumenti validi, non li sfrutta appieno. La mediazione obbligatoria, pur avendo dimostrato la sua efficacia in determinate materie con un tasso di successo del 15% secondo le statistiche ministeriali, è attualmente limitata e non riesce a esprimere il suo pieno potenziale deflattivo. Questo significa che troppe controversie, che potrebbero essere risolte in modo più rapido ed efficiente fuori dalle aule di tribunale, finiscono per ingolfare i ruoli dei giudici, prolungando i tempi e aumentando l'incertezza. È un problema che colpisce la fiducia nella giustizia e l'efficienza economica del Paese, e che mi sta a cuore perché credo fermamente nel valore della risoluzione alternativa delle dispute per una società più giusta e funzionale.
Soluzione
Per affrontare il problema del sovraccarico giudiziario e garantire una giustizia più rapida ed efficiente, propongo l'estensione della mediazione obbligatoria a tutte le materie inerenti alle obbligazioni e ai contratti. Questa misura, semplice nella sua concezione ma potente nei suoi effetti, permetterebbe di canalizzare un volume significativo di controversie verso percorsi di risoluzione alternativa, sfruttando l'efficacia già comprovata della mediazione. L'attuazione concreta prevede una modifica legislativa che renda la mediazione un passaggio obbligatorio prima di adire le vie legali per tutte le dispute relative a obbligazioni e contratti. L'impatto atteso sarebbe una drastica deflazione del contenzioso civile, con una conseguente riduzione dei tempi processuali e dei costi per lo Stato e per i cittadini. Un maggior numero di controversie verrebbe risolto in tempi brevi, con accordi soddisfacenti per le parti, liberando risorse giudiziarie per i casi più complessi e urgenti. Questo non solo migliorerebbe l'efficienza del sistema giustizia, ma rafforzerebbe anche la cultura della conciliazione e della responsabilità tra le parti.
Punteggio
6
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