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Istruzione

Ricerca universitaria: finanziare il merito

di Paolo Salucci

25 giugno 2026

RICERCA UNIVERSITARIAPRINGIOVANI RICERCATORI

Tema

Il Ministero dell'Università e della Ricerca (Decreto 2298; 10-04-26) ha stabilito i criteri per accedere al "Finanziamento di progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN)", volto a promuovere la ricerca universitaria in Italia. La dotazione di 260 ME (milioni di Euro) è ripartita in tre macroaree: 91 ME per Scienze della vita, 91 ME per Matematica, Fisica, Informatica e Comunicazione, Ingegneria, Scienze dell'Universo e della Terra ed infine 78 ME per Scienze Sociali ed Umane. I progetti, di durata triennale, devono obbligatoriamente prevedere un finanziamento di 1.0-1.2 ME; il gruppo di ricerca deve essere costituito da un minimo di quattro unità, ognuna appartenente ad un Ateneo o Ente diverso. È necessario quantificare che, nell'Università italiana, abbiamo circa 65000 "professori e ricercatori strutturati" (da qui, ricercatori). Nella stragrande maggioranza dei casi, la ricerca universitaria è una narrazione di impegno e di grandi successi a ogni livello, età e disciplina. I circa 200 progetti che vengono finanziati coprono solo una piccola parte dei progetti in programmazione o in realizzazione nelle varie Università' e discipline. La possibilità di successo per ogni progetto presentato è di circa il 25%. Tuttavia, migliaia di eventuali progetti, a sostegno di linee di ricerca di alto livello, hanno una "scala" molto più piccola rispetto a quella che si vuole finanziare. In dettaglio, tali progetti fanno riscontro a un budget che è solo 1/10 di quello obbligatorio, vedono coinvolte non più di 2 Università con un limitato numero di ricercatori. Queste linee di ricerca e i relativi "Piccoli Progetti", che sono la spina dorsale della ricerca italiana, non rientrano nelle mire del finanziamento pubblico, rivolto esclusivamente ai "Grandi Progetti". Inoltre, per le loro specificità, difficilmente queste linee di ricerca possono essere inserite in qualche "Grande Progetto", risultando così invisibili al finanziamento PRIN. Da notare che Trieste ha più di 40 centri di ricerca scientifica e umanistica, con più del 4% della popolazione dedicata a questa attività'. Le eccellenze e le esperienze presenti sul territorio possono fare da fulcro nel mobilitare il mondo della ricerca italiana su questa tematica.

Soluzione

L'Idea propone che il PRIN, per una quota del 33%, venga aperto a progetti con caratteristiche molto differenti rispetto a quelli ammessi finora. In dettaglio, si apre anche a progetti richiedenti un finanziamento di 100 000 Euro, che coinvolgano ricercatori afferenti anche a solo due università e che non prevedano l'assunzione di personale temporaneo (es: post doc). Questi progetti, inoltre, nell'accedere al finanziamento, sono valutati senza alcuna penalizzazione riguardo al numero limitato di ricercatori coinvolti, ma piuttosto sulla loro capacità di mantenere ed incrementare qualitativamente una solidificata e promettente linea di ricerca. Ciò viene realizzato, per i ricercatori di un progetto, attraverso il finanziamento di partecipazioni a congressi, inviti per collaboratori, visite a colleghi e l'acquisto di laptop. Questa idea permette il finanziamento anche della ricerca, comunque di ottimo livello, ma che evolve lontana dallo schema della BIG SCIENCE che auto-necessita di grossi finanziamenti, grandi numeri di ricercatori coinvolti e scienziati stellari come Principal Investigator. Con questa nuova linea di finanziamento, aumentano i PI e soprattutto i giovani PI in quanto nella loro valutazione comparativa, la seniority del PI ha un valore limitato. L'Idea base è quella di fornire una minima sussistenza a tutte le buone e ottime linee di ricerca nelle università italiane portate avanti da bravi e bravissimi ricercatori. Da notare che finora si tratta di linee di ricerca e ricercatori che, quando fortunati, sono vissuti della carità di colleghi inseriti nella BIG SCIENCE o che avevano vinto alla lotteria dei PRIN o degli ERC. Inoltre, questo nuovo tipo di finanziamento potrebbe fare la differenza in alcune discipline dove la mancanza endemica di fondi taglia fuori eccellenti ricercatori dal contesto internazionale. L'obiettivo a cui si vuole tendere è che ogni ricercatore universitario abbia, di diritto, un minimo di finanziamento per portare avanti la sua ricerca . Questa idea necessita che si inverta il trend di decrescita della dotazione del PRIN. Un aumento dedicato del 33% sui 260 ME della quota attuale è sufficiente per la realizzazione di questa IDEA, senza alcuna diminuzione del finanziamento ai "Grandi Progetti" con le attuali regole. Riteniamo che un governo di centrosinistra aumenti in modo significativo il finanziamento a TUTTA la Ricerca in Italia: Universitaria, negli Enti, nelle Strutture e nelle Collaborazioni Internazionali.

Punteggio

401

Posizione in classifica

#14 di 1426 proposte

#4 di 202 proposte su Istruzione

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