Programma di Accompagnamento al Lavoro e Ricambio Generazionale nella PA
di Loreta Gambini
18 aprile 2026
Tema
La Pubblica Amministrazione italiana si trova di fronte a una sfida cruciale: garantire un efficace ricambio generazionale e la trasmissione di un patrimonio inestimabile di competenze. Troppo spesso, l'uscita dei dipendenti più esperti lascia vuoti difficili da colmare, mentre migliaia di giovani talenti restano bloccati nelle graduatorie dei concorsi, intrappolati nel precariato. Questa situazione non solo frena l'innovazione e l'efficienza della PA, ma impedisce ai nuovi assunti di beneficiare della conoscenza storica e procedurale accumulata in decenni di servizio. È un problema che colpisce la qualità dei servizi offerti ai cittadini e mina la fiducia nelle istituzioni. È fondamentale creare un ponte tra le generazioni, permettendo ai giovani di acquisire non solo le nuove competenze digitali, ma anche la profonda comprensione dei percorsi legislativi e procedurali che solo l'esperienza può offrire. La mia proposta nasce dalla convinzione che sia possibile ottimizzare i costi, ridurre il precariato e valorizzare sia chi si avvicina alla pensione sia chi è pronto a portare nuova energia e visione.
Soluzione
Per affrontare questa sfida, propongo l'introduzione di un innovativo meccanismo di accompagnamento al lavoro nella Pubblica Amministrazione. Questo programma si attiverebbe nei due anni antecedenti il raggiungimento dei requisiti pensionistici del dipendente. Il lavoratore prossimo alla pensione ridurrebbe il proprio orario al 50%, dedicando la metà del suo tempo all'affiancamento e alla formazione di un neoassunto. Dal punto di vista economico, il 50% della retribuzione del dipendente uscente sarebbe garantito dall'INPS, mentre l'ente di appartenenza si farebbe carico del restante 50% della retribuzione, garantendo inoltre il 100% di tutte le indennità contrattuali e il welfare. Cruciale è che l'ente verserebbe all'INPS i contributi necessari affinché al dipendente sia garantita la pensione piena, come se avesse lavorato al 100% fino al termine. Contestualmente, verrebbe assunto un nuovo dipendente, attingendo dalle graduatorie dei concorsi, per coprire il restante 50% del ruolo. Questo neoassunto verrebbe inizialmente inquadrato in una categoria inferiore, generando un risparmio significativo per l'ente. Tale risparmio non andrebbe disperso, ma verrebbe destinato a finanziare percorsi di mobilità verticale interna, premiando il merito e la crescita professionale. L'impatto sarebbe molteplice: si favorirebbe un ricambio generazionale fluido, si ridurrebbe drasticamente il precariato, si darebbe ossigeno alle graduatorie dei concorsi e si garantirebbe una trasmissione di competenze senza precedenti, unendo il sapere storico e procedurale degli esperti con le nuove capacità digitali dei giovani. Un investimento nel futuro della nostra PA, a beneficio di tutti i cittadini.
Punteggio
12
Posizione in classifica
#691 di 1426 proposte
#54 di 145 proposte su Istituzioni
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