Diritto alla cura: abbattimento IVA e voucher sanitari per gli animali domestici
di Laura Ronzino & Pierluigi Frontoni
4 settembre 2026
Tema
La rinuncia alle cure veterinarie è diventata una silenziosa emergenza sociale che colpisce migliaia di famiglie, trasformando la salute degli animali in uno scoglio economico a volte insormontabile. Secondo Eurispes nel 2023 circa il 28,5% dei proprietari dichiarava di aver rinunciato a cure o interventi chirurgici per contenere i costi. Nonostante l'introduzione della tutela degli animali in Costituzione e nel codice penale, la realtà quotidiana è segnata da un'imposizione fiscale punitiva: le prestazioni veterinarie sono tassate al 22%, come se fossero beni ordinari, mentre le attuali detrazioni IRPEF risultano minime (al massimo 80 euro!) e tardive. Inoltre, il Bonus animali domestici è attualmente accessibile solo per gli over 65 con un ISEE inferiore ai 16.215 euro. Questo divario tra i proclami di "tutela degli animali" e la prassi burocratica spezza legami affettivi profondi e mette a rischio il benessere della comunità e degli animali domestici. È tempo di passare dalle dichiarazioni di intenti a misure concrete che impediscano alle difficoltà economiche di diventare un ostacolo insormontabile per chi si prende cura di un essere vivente.
Soluzione
La proposta prevede una duplice azione strutturale per rendere la medicina veterinaria un servizio essenziale. In primo luogo, si richiede la riduzione dell'IVA sulle prestazioni veterinarie dal 22% al 10%, equiparandole ai medicinali veterinari e riconoscendo il loro valore sociale e sanitario. Perchè, infatti, le prestazioni veterinarie devono avere la stessa aliquota IVA di una qualunque altra prestazione professionale? È anzitutto una battaglia di dignità e correttezza. In secondo luogo, si propone la modifica del vigente "Bonus animali domestici" eliminando l'irragionevole requisito dell'età over 65, lasciando così un sistema di voucher sanitari basato esclusivamente sull'ISEE, auspicabilmente anche innalzandone l'importo massimo per poter accedere. Questo meccanismo permetterebbe di coprire i costi direttamente al momento della prestazione, evitando alle famiglie in difficoltà la scelta di rimandare o addirittura rinunciare alle cure per i nostri amici animali. In particolare la riduzione dell'aliquota IVA aiuterebbe tutti, mentre i voucher aiuterebbero esclusivamente i padroni con maggiori difficoltà economiche. Con queste due azioni, concrete e immediatamente fattibili, si valorizza davvero la cura dell'animale domestico quale destinatario di tutele e quale elemento di benessere per la società e per le famiglie, per la crescita dei bambini, per la cura dei malati e come compagno per combattere la solitudine degli anziani.
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