Decontribuzione per il calcio professionistico: giovani talenti e atlete
di Fabio Appetiti
7 settembre 2026
Tema
Il settore del calcio professionistico italiano sconta un carico contributivo eccessivo che disincentiva le società dall'investire sul lungo periodo. Attualmente, il costo del lavoro per giovani under 23 e atlete professioniste è equiparato a quello di qualsiasi altro lavoratore, rendendo proibitivo per molti club puntare sulla crescita dei vivai o sul consolidamento del calcio femminile. Questa rigidità fiscale frena l'emersione di nuovi talenti e impedisce una programmazione sportiva solida, penalizzando chi vorrebbe coniugare l'attività agonistica con un percorso di formazione scolastica o universitaria. È necessario intervenire per trasformare il club sportivo in un vero hub di crescita umana e professionale, superando l'attuale barriera economica che soffoca il ricambio generazionale e l'equità di genere nello sport.
Soluzione
Si propone l'introduzione di una decontribuzione parziale per le società sportive professionistiche che sottoscrivono contratti di almeno tre anni con atleti under 23 o calciatrici. Per accedere all'agevolazione, il club dovrà dimostrare che l'atleta è stato formato nel proprio vivaio per almeno tre anni, è selezionabile per la nazionale e mantiene un percorso di studi attivo, garantendo così una crescita duale. La misura mira a premiare il merito e la stabilità contrattuale, riducendo l'onere fiscale a carico del datore di lavoro. Il finanziamento dell'intervento sarà garantito attraverso un investimento statale aggiuntivo o tramite la rimodulazione dei fondi esistenti destinati al sostegno dello sport, trasformando la spesa in un investimento strategico per il futuro del sistema sportivo nazionale.
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