Spazio Idee
Economia

IRES Premiale: meno tasse a chi investe e crea lavoro

di Francesco Abbatiello

31 maggio 2026

lavorooccupazioneeconomiafiscalità

Tema

L'Italia continua a soffrire di una debole crescita economica e di una difficoltà strutturale nel trasformare nuove idee imprenditoriali in imprese solide e durature. Nonostante il nostro Paese disponga di uno dei più grandi tessuti produttivi d'Europa, molte imprese incontrano ostacoli significativi già nei primi anni di attività: pressione fiscale elevata, costo del lavoro superiore alla media dei Paesi sviluppati, difficoltà di accesso al credito e complessità burocratiche. Secondo l'OCSE, il cuneo fiscale sul lavoratore medio in Italia è tra i più alti dell'area sviluppata. Ciò significa che il costo sostenuto dalle imprese per assumere personale è molto superiore a quanto effettivamente percepito dal lavoratore. Allo stesso tempo, le società sono soggette a un'aliquota IRES ordinaria del 24%, che si applica anche a imprese giovani che spesso devono ancora consolidare la propria attività. Molte imprese, soprattutto nei primi anni di vita, hanno bisogno di reinvestire gli utili per acquistare macchinari, sviluppare nuovi prodotti, assumere personale qualificato o innovare i propri processi produttivi. Tuttavia il sistema fiscale attuale non distingue in modo sufficiente tra chi utilizza gli utili per crescere e chi invece li distribuisce senza effettuare investimenti produttivi. In un contesto internazionale sempre più competitivo, l'Italia deve creare condizioni che rendano conveniente investire, assumere e innovare sul territorio nazionale. È necessario superare la logica degli incentivi temporanei e frammentati e costruire strumenti stabili, semplici e comprensibili, capaci di accompagnare la crescita delle imprese e rafforzare la competitività del sistema economico italiano.

Soluzione

Si propone l'introduzione di una IRES premiale strutturale destinata alle nuove imprese e alle aziende che reinvestono gli utili in attività produttive, occupazione e innovazione. La misura prevede un'aliquota IRES ridotta per le imprese che rispettano precisi requisiti oggettivi e verificabili. In particolare, possono accedere al beneficio le nuove società di capitali nei primi anni di attività, le startup innovative e le PMI che realizzano programmi di crescita e sviluppo. L'aliquota potrebbe essere ridotta dal 24% al 20% per le imprese che reinvestono una quota significativa degli utili e rispettano determinati requisiti occupazionali. Una riduzione ulteriore potrebbe essere prevista per la quota di utili destinata a investimenti produttivi particolarmente qualificati, come ricerca e sviluppo, digitalizzazione, formazione del personale e acquisto di beni strumentali. Per garantire correttezza ed efficacia della misura, l'accesso al beneficio sarebbe subordinato alla presenza di una reale attività economica in Italia, alla regolarità fiscale e contributiva e al mantenimento degli impegni assunti in termini di investimenti e occupazione. Sono inoltre previste clausole anti-elusione e meccanismi di recupero del beneficio in caso di utilizzo improprio. La proposta non rappresenta un semplice taglio delle tasse, ma un patto tra Stato e impresa: meno pressione fiscale in cambio di più investimenti, più innovazione e più lavoro stabile. L'obiettivo è favorire la nascita e la crescita di imprese competitive, aumentare l'occupazione qualificata, rafforzare il tessuto produttivo nazionale e generare nel medio periodo una base imponibile più ampia e sostenibile per lo Stato.

Punteggio

16

Posizione in classifica

#528 di 1426 proposte

#71 di 176 proposte su Economia

Scrivi in privato al proponente

Il tuo messaggio sarà inviato via email al proponente. Non comparirà in alcun thread pubblico.

La prima fase delle Primarie delle Idee è terminata: non è più possibile inviare messaggi al proponente.

Eventi collegati

Organizza un evento

Nessun evento organizzato ancora. Vuoi essere il primo?