TERZA ETA' risorsa da valorizzare
di MARIO Liccardo
13 settembre 2026
Tema
La terza età. Non uso volutamente "anziani", perchè di per sè, nella percezione comune, termine "svalutativo" (piccola parentesi personale per farmi capire meglio: sono stato assessore a Padova fra l'85 ed il 93 ed avevo ricevuta la delega "al traffico"... Nel 91 abbiamo convenuto in 44 assessori delle principali città italiane di cambiare le denominazione da traffico a "Mobilità" per passare dall'idea di essere preposti a risolvere le "code" ad una funzione più nobile ed importante... Analogamente, Terza età è meno negativo di anziano...) Dunque, così come è giusto pensare a politiche specifiche per i giovani e per le donne, analoga attenzione specifica va rivolta alla terza età, che ormai pesa per il 30% sul totale della popolazione ed aumenterà ancora nei prossimi anni, La tendenza della politica è vedere tutti i lati negativi di questo: peso sulle pensioni, sulle spese sanitarie, sulla perdita di forze/lavoro... Ma non si tiene conto che gli "anziani" di oggi in gran parte non sono più quelli di tempo fa, nel senso che sono "più giovani" di una volta perchè la vita media è più lunga e le condizioni di salute in generale sono migliori. Se però vengono lasciati crogiolare nel "far niente" perchè ritenuti non più idonei al "fare", invecchiano davvero fortemente nel giro di poco tempo. ed allora sì diventano un "peso" per la società. Questa peraltro è generalmente orientata non solo a fare a meno della terza età, ma anche ad accelerarne la scomparsa: niente lavoro, niente credito bancario, niente assicurazioni... A conferma del tema incollo il link di un articolo apparso proprio stamane su media del nordest https://www.ilnordest.it/societa/silver-economy-nuovi-anziani-sport-marketing-passioni-veneto-fvg-ihka2jgh
Soluzione
Non sono in grado di fare una proposta concreta ed operativa, spererei la scovasse Italia Viva. Intendo riferirmi al "COME". So però cosa intendo per il "COSA". Dando per scontato che sia da tutti accettata la disponibilità degli "argentati" al volontariato pubblico e privato (la funzione dei nonni, le associazioni del terzo settore, i partiti stessi ecc....), a mio avviso andrebbero trovate strade anche per il mantenimento di un loro ruolo anche nella vita economica (e non solo sociale): da attività lavorative di arrotondamento dello stipendio a qualsiasi altra compatibile con lo stato di salute fisica e mentale. Ergo una componente della società, sia pure minoritaria, in grado di contribuire al PIL Inolte c'è un effetto indiretto positivo che andrebbe considerato dal permanere dell'"argentato" nel mondo attivo e produttivo: la trasmissione dell'esperienza che dovrebbe essere un valore primario anche nel percorso verso nuove professioni, nuove tecnologie, in breve il mondo che si sta trasformando vorticosamente giorno dopo giorno
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