Riforma del sistema di ingresso per lavoro: dal click day a un modello a punti selettivo
di Marco Lecci
18 agosto 2026
Tema
L'attuale meccanismo del decreto flussi e del click day rappresenta un fallimento strutturale che alimenta l'irregolarità e ignora i reali fabbisogni del mercato del lavoro italiano. Affidare l'ingresso di lavoratori a una lotteria burocratica, spesso basata su domande fittizie e scollegata dalle necessità delle imprese, crea un sistema opaco che danneggia sia il tessuto produttivo che i migranti. È necessario superare questa logica emergenziale, che confonde colpevolmente la migrazione economica con quella umanitaria, alimentando un limbo di marginalità per chi non ha diritto all'asilo ma cerca opportunità lavorative. Una proposta riformista seria deve avere il coraggio di distinguere tra chi può essere integrato tramite canali legali e chi, non possedendo i requisiti, deve essere soggetto a procedure di rimpatrio certe e rapide. Solo riconoscendo apertamente che il sistema a punti non è una bacchetta magica per ogni tipo di flusso, ma uno strumento di gestione ordinata, si può sottrarre il dibattito agli slogan ideologici e restituire dignità alla politica migratoria.
Soluzione
Si propone l'istituzione di un sistema a punti trasparente e selettivo, gestito da un'Agenzia Nazionale dedicata che coordini i dati tra Ministero del Lavoro e dell'Interno. Il modello si articola su tre fasce di competenza: alta qualificazione (integrata con la Carta Blu UE), professioni in carenza certificata da un organismo tecnico indipendente, e una fascia essenziale per settori come assistenza, agricoltura e turismo. I criteri di selezione saranno oggettivi, basati su lingua, titoli, esperienza e impegno civico, evitando valutazioni etiche discrezionali. Parallelamente, il sistema prevede procedure di frontiera accelerate per le domande d'asilo infondate, in linea con il Patto UE, e una politica di rimpatri legata alla cooperazione diplomatica con i Paesi d'origine. L'integrazione diventa così un percorso a due vie, dove l'apertura di canali legali basati sul merito funge da leva per disincentivare l'abuso del canale umanitario e garantire la legalità del soggiorno.
Punteggio
6
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