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Lavoro

Il lavoro è un diritto economico

di Gabriele Lo Bianco

11 agosto 2026

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Tema

Il lavoro in Italia è gestito male da tutti i punti di vista: tasse, stipendi, incentivi, divari di tipologia di lavoro eccetera. Partiamo dalle tasse. Queste sono organizzate e gestite male oltre ad essere alte. Ci sono troppe tipologie di imposte che vanno pagate e lo Stato non ha un complesso istituzionale efficiente da dire ai cittadini l’elenco delle imposte, così se un lavoratore onesto non si riferisce ad un commercialista finisce per essere sanzionato (o segnalato). Ma già di base avere così tante imposte variegate e complesse, e anche strane è un problema di efficienza e burocrazia in italia. Tradotto: sistema lento e che quindi può dare spazio a illegalità, cioè evasione. Dal punto di vista degli stipendi, vanno fatte delle distinzioni perché che non tutto va incolpato allo stato. Ci-esistiamo in un paese sviluppato sui diritti e doveri e siamo aperti al libero mercato e al capitalismo (non estremo). Ciò vuol dire che se andiamo a lavorare da un Privato, cioè da un proprietario privato di una azienda, lo stipendio viene erogato da lui stesso e non dallo stato. Quindi in questo campo lo Stato non ha potere diretto. Può solo incentivare con bonus, abbassare tasse e permettere al mercato nazionale, attraverso varie politiche, di abbassare i prezzi. Lo Stato garantisce lo stipendio direttamente soltanto ai dipendenti pubblici (insegnanti, sicurezza, burocratici, giustizia…). Fatta questa premessa, secondo me gli stipendi sono fermi più che altro per ragioni di produttività: un italiano non produce così tanto valore come un tedesco. Questo grazie a politiche economiche, fiscali e sociali poco efficienti e populiste, e un ambiente con prezzi sempre più alti per le possibilità degli italiani. La produttività quindi è fondamentale per avere un salario dignitoso. Ovviamente però non dipende solo dal lavoratore ma anche dalle possibilità dei privati: tasse alte equivalgono a meno soldi che si possono dare ai dipendenti. Anche lo Stato fa la sua parte, tra tasse e incentivi che mettono in atto (pochi, inefficienti e propagandistici, sopratutto quelli della sinistra attualmente). Infine, secondo me, ci sono lavori troppo pagati e altri troppi poco di base. Il notaio per esempio, nonostante le sue responsabilità non ha un valore che dovrebbe permette questo salario. Al contrario, medici, infermieri e quant’altro hanno bisogno di stipendi simili per la responsabilità e l’impegno che ci mettono nel lavoro.

Soluzione

Per quanto riguarda le tasse: propongo una piattaforma app unica che attraverso l’identificazione con carta di identità e/o SPID, identifica grazie al database statale la tua persona e calcola esattamente (in base alla tua residenza e alla tipologia di lavoro) le tasse esatte che si devono pagare e tutte le varie tipologie. Questo senza passare dal commercialista. Le tasse, invece, non sono facili da abbassare. Tutte le proposte che prevedono ciò sono puramente propagandistiche e chi lo dice non capisce la vera economia. Partiamo dal fatto che lo Stato Italiano ha un debito che pesa sul bilancio dello Stato 80 Mld di euro. L’unica cosa che si può fare è permette alle aziende di produrre di più e lasciare loro più soldi grazie ai profitti. Intanto riaprirei i rapporti con la Russia per approfittare del gas e del petrolio all’incirca per 5 anni. In questi anni imposterei le accise a un livello che permette di avere la benzina a 1,60-1,90. Sostenibile sia per i cittadini che per lo stato. Nel mentre bisogna incentivare aziende Italiane a innovare la loro produzione elettrica green e sfruttando soltanto per il 40% combustibili locali ed esteri (Russia). Aprirei anche al nucleare ma non in massa: in base al fabbisogno nazionale bastano 4 reattori nucleari per eliminare quasi totalmente l’importazione netta di elettricità dall’estero. Queste politiche in 5 anni dovrebbe abbassare il costo dell’energia su lavoratori e imprese (le quali potrebbero abbassare i prezzi dei loro prodotti finali e dare qualche soldo in più in buste paghe). La semplificazione della tassazione è un tassello importante per incentivare il lavoro, grazie alla piattaforma menzionata prima. Però, ovviamente, va anche diminuito il lavoro nero, la disoccupazione e l’evasione fiscale che contribuisco a creare un bilancio negativo per lo stato di 100 Mld di euro, un buco enorme. La semplificazione tramite la piattaforma, quindi, può aiutare a smorzare questo dato. Il lavoro nero però non può essere sconfitto soltanto con la forza, vanno creati incentivi che fanno convenire di più assumere legalmente che illegalmente. Per esempio: possiamo abbassare i contributi che il datore deve versare per ogni dipendente in base alla quantità di dipendenti che ha. Più un azienda assume, meno tasse deve pagare. Oltre a varie tasse abbassate grazie al recupero che abbiamo con il programma dei 5 anni. Comunque al di là delle riforme, il pragmatismo è la chiave, non si devono spendere video e insostenibili

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