Più eolico per abbassare i costi dell'energia
di Pepe Carnevale
11 aprile 2026
Tema
Come abbassare i costi dell'energia in Italia. Disclaimer - sono imprenditore nel campo dell'eolico flottante. L'italia ha uno dei costi più alti dell'energia elettrica perchè è molto dipendente dal gas e quest'ultimo influenza i prezzi (per i bravi: con il marginal pricing mechanism, che non è altro che il meccanismo di domanda e offerta e anche il modo in cui si formano i prezzi di tutte le commodities: dalle plastiche, al cacao, all'energia appunto). Risultato: in Italia (dati EMBER) dal 1 gennaio al 10 Marzo 2026 il gas ha influenzato la formazione dei prezzi 89% delle volte. In Spagna nello stesso periodo solo il 15% delle volte [Fonte: https://ember-energy.org/latest-insights/latest-energy-shock-reminds-europe-of-its-risky-gas-reliance/]. A gennaio 2025 (sempre dati EMBER) in Italia eolico rappresentava il 10% della domanda, in Spagna il 34%. In inverno il solare produce 3-4 volte meno che in estate e quindi anche installare molto solare (che va bene e sta già succedendo) non è una soluzione. L'eolico invece è piu stabile e soffia piu forte in inverno. C'è un problema però: l'italia ha meno risorse di vento rispetto alla Spagna, ha il doppio della densità abitativa ed è molto lenta nel rilasciare autorizzazioni (soprattuto per impatto visivo delle turbine eoliche). Per questo motivo mentre il solare rispetta la tabella di marcia del PNIEC, l'eolico è molto indietro e non raggiungerà i target al 2030. Piccola digressione sul nucleare - facciamolo pure, ma non illudiamoci sui tempi e costi. Praticamente l'unico paese che sta costruendo nucleare in larga scala al mondo è la Cina. Nel 2025 la Cina ha installato 1 GW di Nucleare, ma ben 315 GW di solare e 120 GW di eolico! Tra PV e eolico più di 400 volte di più del nucleare! Un motivo c'è: Il nucleare è piu caro, molto meno veloce da istallare (in UK e Francia i vari progetti nucleari sono tra i 5 e 8 anni in ritardo rispetto ai piani e con costi lievitati di 2,5 volte rispetto ai budget)
Soluzione
A. Da un lato rendere piu rapide le autorizzazioni (focus della commissione Europea), soprattutto per il "repowering" (che vuol dire sostituzione di turbine piu potenti al posto di parchi vecchi) per eolico a terra. B. Sostenere eolico flottante (disclaimer, di nuovo: sono imprenditore nell'eolico flottante). Eolico flottante si può costruire a grande distanza dalla costa (30km e più) minimizzando l'impatto visivo, si può costruire in scala maggiore (parchi da 250-500, fino a 1000 MW che a terra non sarebbe possibile per lo spazio richiesto) e aprono un potenziale di industrializzazione e occupazione per i porti, il comparto navale e industriale per costruire e installare le piattaforme. I nostri cugini francesi hanno appena annunciato aste per 5000 MW di eolico flottante per i prossimi anni, stessa è già avvenuta in UK. In Italia parliamo del famoso FER2 decreto per eolico flottante) dal 2019, dai tempi del governo PD-M5S, poi con Draghi e Cingolani e infine con il governo Meloni. L'industria ha presentato progetti e fatto studi e investito negli ultimi 5 anni in eccesso a 300 mil € per essere pronti per il FER23. Il FER2 è uscito a Maggio 2024 ma poi le regole attuative sono rimaste assenti. Recentemente la Meloni si è detta contraria perche eolico flottante "costa troppo". E' vero, costa tanto. L'industria stima che per partire ci vorrebbe una tariffa da 220 €/MWh. Il FER2 infatti era creato per tecnologie "immature". Anche Il solare era "immaturo" nel 2010. Le considerazioni chiave sono: 1. si fa partire una industria (e l'Italia ha campioni importanti del settore: Fincantieri, Saipem, Prysmian, ma anche i porti, rimorchiatori, etc). 2. Con i volumi, le cosiddette learning curves (curve di apprendimento) fanno scendere i costi in modo importante (eolico a basi fisse (quello impiantato sul fondo marino, che è ormai tecnologia matura, ma che non si può fare in Italia dati i fondali) è sceso del 15% ad ogni raddoppio di volume installato. 3. Eolico flottante influenzerebbe i i prezzi perchè "metterebbe fuori mercato" il gas nella formazione del prezzo. E quindi se da un lato prenderebbe incentivi, dall'altro farebbe abbassare il prezzo medio dell'elettricità (PUN) per tutto il mercato con risparmi dello stesso ordine di grandezza del livello di supporto richiesto (Studi di Consulenti terzi come Aurora, POLI Torino, BARI, etc lo dimostrano.
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