ridurre le tariffe luce e gas
di roberto ricci
28 giugno 2026
Tema
Da più parti si lamenta che le bollette per l’energia sono in Italia fra le più alte in Europa e il governo non risponde adeguatamente; anzi le soluzioni proposte risultano dei palliativi. Peraltro le società che forniscono e commercializzano l’energia sono molto solide, i loro dividendi rendono le loro azioni più remunerative dei BTP e generalmente più redditizie della maggior parte delle altre società quotate in borsa. Produzione e commercializzazione di gas ed energia elettrica, alle attuali condizioni, stanno generando extra profitti. Tant’è che anche operatori come Poste Italiane sono entrati in questo mercato. Queste società sono per la stragrande maggioranza controllate dal MEF o dai Comuni. Il Comune di Roma è proprietario al 51% di ACEA (dividendi al 4,3%) , così come molti altri comuni controllano importanti società del settore, tanto per fare altri esempi A2A (dividendi al 4,5%) in Lombardia; Hera in Emilia (dividendi al 4,2 %) ; IREN a Genova e Torino (dividendi al 5,6%). Il mercato dell'energia (gas e luce) è libero e con molta probabilità altre imprese straniere finiranno per trovare il modo di entrare nel mercato italiano proponendo tariffe più basse, nel frattempo ci sono i margini per avviare una politica incisiva sfruttando la posizione nei Consigli di Amministrazione delle forze politiche di centrosinistra.
Soluzione
Già da domani si potrebbero far valere le quote azionarie della Salis e di Lo Russo (IREN); di Gualtieri (ACEA); di Sala e Castelletti (A2A), che sono quelle più consistenti come concentrazione di mercato e di utenti (famiglie e piccole imprese), senza escludere i sindaci di Bologna e dell'Emilia e Romagna che detengono quote rilevanti di Hera, altra importantissima società. La proposta per i sindaci è verificare quali margini di manovra siano possibili sui centri di costo e di profitto relativi alla distribuzione di energia elettrica e gas; quindi attuare una politica tariffaria trasparente evidenziando la volontà politica di ridurre il peso delle bollette sulle famiglie e sulle piccole imprese. L’entità dei dividendi è un segnale della possibilità di ridurre il livello dei costi dell’energia soprattutto per le famiglie e le piccole e micro imprese (le grandi possono far valere la loro forza contrattuale), rinunciando a quella che a tutti gli effetti rappresenta una sorta tassazione indiretta a beneficio dei Comuni (e dello Stato che tassa i dividendi al 26%). (Non dimentichiamo -fra parentesi- il "non senso" di una impresa erogatrice di servizi pubblici e governata da enti pubblici che voglia perseguire logiche di profitto! A favore di chi?) Dal punto di vista aziendale si avvierebbe un circolo virtuoso con nuovi utenti per A2A, ACEA, IREN , Hera facendone aumentare la redditività e spingendo anche le altre società a ridurre le bollette. L'ideale sarebbe che si avviasse subito una concertazione tecnica fra queste aziende e si lanciasse un programma politico che la promuovesse. Ma anche se una sola fra queste imprese decidesse di agire, l'effetto sarebbe garantito sia per la competitività del sistema paese, per le famiglie, per le piccole imprese ma soprattutto per i sindaci che otterrebbero un grande rilievo politico
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