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Liste d'attesa: cambiare si può. Analisi della domanda e ottimizzazione delle risorse

di Andrea Pedussia

7 settembre 2026

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Tema

Le liste d'attesa sono uno dei problemi più sentiti della sanità italiana: pesano sulla vita concreta delle persone, generano costi enormi e alimentano interessi tutt'altro che marginali. Ma dietro questa emergenza si nasconde un paradosso: finora non si è mai intervenuti sulla domanda, leva capace di cambiare davvero le cose. Per ragioni diverse — interessi consolidati, scarsa conoscenza degli strumenti disponibili, difficoltà di intraprendere percorsi di riforma complessi o semplicemente poca visione — la risposta è stata: aumentare l'offerta nel pubblico e, naturalmente, nel privato, dove la crescita delle liste ha generato grandi spazi di attività. E qui sta l’incongruenza. Un'azienda che produce milioni di prodotti a livello nazionale può non fare un'analisi di mercato sulla domanda reale, aspettando che i clienti si presentino nei punti vendita? Impensabile per qualsiasi impresa ma è ciò che accade nella sanità pubblica: si produce senza aver mai davvero analizzato, governato e orientato la domanda. Ma esistono strumenti per farlo. Le prescrizioni mediche sono disponibili negli archivi e facilmente analizzabili con le tecnologie di oggi, AI compresa. Esiste uno strumento tecnico pensato esattamente per questo: il Manuale RAO di Agenas (Raggruppamenti di Attesa Omogenea), che per le prestazioni più rilevanti associa a specifiche indicazioni cliniche (il quesito diagnostico) un tempo di attesa considerato adeguato (la priorità). Arriviamo al punto: l'appropriatezza. Una prescrizione appropriata risponde a un reale bisogno clinico del paziente, ma non tutte lo sono: alcune si rivelano poco utili o addirittura superflue, e finiscono per allungare le liste d'attesa — sottraendo spazio a chi ha davvero bisogno di curarsi — e alimentare una domanda "out of pocket" che si sta ampliando senza controllo ogni anno. Qualche numero. Si stima che le ecografie addome effettuate nel pubblico siano circa 3,5 milioni l'anno; sommando quelle private ci si avvicina ai 5 milioni, quasi 10 ogni 100 abitanti. In generale, circa 800 milioni di prestazioni ambulatoriali (oltre 500 mil. di laboratorio, più di 60 mil. di diagnostica e quasi altrettante visite). Un'analisi sistematica di questi numeri è ormai indispensabile Se la domanda fosse governata con la cura con cui un'azienda studia il proprio mercato le liste d'attesa apparirebbero in una luce diversa — e le scelte conseguenti potrebbero generare maggiore facilità di accesso e verosimili economie

Soluzione

Va fatta un’azione di verifica sistematica sull'appropriatezza delle prescrizioni, sulla domanda di prestazioni sanitarie. Algoritmi analizzano la corrispondenza delle prescrizioni sulla base dei RAO* e quelle non corrispondenti vengono approfondite con collaborazione sinergica tra MMG, Specialisti ambulatoriali, Diagnostici e chi programma l’offerta sanitaria. Un’attività di affinamento della domanda di prestazioni a beneficio dei cittadini e per limitare l’inflazione di prestazioni sanitarie. Possiamo dire: analisi della domanda per prescrizioni più utili e mirate. * I sistemi NLP (Natural Language Processing) e motori semantici specialistici consentono la traduzione del linguaggio naturale dei quesiti diagnostici, necessari in ogni prescrizione, in casistiche codificate, confrontabili con i RAO definiti da Agenas Chi deve programmare e chi deve agire. Un serio programma sulle liste d’attesa deve essere nazionale e lo strumento di analisi della domanda deve essere nazionale. La piattaforma di data analytics in grado di organizzare, normalizzare e armonizzare i dati dev’essere omogeneo su tutto il territorio nazionale, mentre il livello regionale può avere la funzione di collettore, osservazione e sintesi dei dati. Il livello aziendale, nel rispetto dei rapporti territoriali, delle relazioni istituzionali e delle specificità territoriali può garantire un’azione concreta, mirata e tempestiva. È a questo livello che si concretizza la collaborazione tra MMG, specialisti e diagnostici di cui sopra. Naturalmente devono essere definiti protocolli agili e feedback continui tra i diversi livelli: canali di contatto e report periodici a livello territoriale, una piattaforma e report condivisi a livello regionale e nazionale. Si continua a parlare di appropriatezza prescrittiva, ma sono sinora mancati investimenti e visione d’insieme. Gli strumenti cui ho accennato sono conosciuti, e con l’IA hanno assunto una potenzialità incredibile, ma, inspiegabilmente, è mancato un programma sistematico per far diventare l’analisi della domanda e i conseguenti correttivi un’azione quotidiana di lavoro. Abbiamo detto circa 800.000.000 prestazioni di specialistica ambulatoriale all’anno: numeri di questa portata, con i relativi costi, mostrano quanto sia indispensabile lavorare in questa direzione, mettendo i decisori nelle condizioni di scegliere in modo mirato dove migliorare l'accesso e dove la spesa può essere impiegata meglio.

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3

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