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Salute

Dalla sanità delle prestazioni alla sanità del valore. Riforma del finanziamento ospedaliero con modello duale DRG-IVPO

di Pio Cisternino

20 luglio 2026

Sostenibilità SSNFinanziamento DualeValore PubblicoNeutralità GiuridicaCapitale Umano.

Tema

Il Servizio Sanitario Nazionale rappresenta uno dei pilastri fondamentali della Repubblica e uno dei principali strumenti di tutela del diritto alla salute. Tuttavia, il suo modello di finanziamento ospedaliero continua a basarsi prevalentemente sulla remunerazione delle prestazioni attraverso il sistema dei Diagnosis Related Groups (DRG), nato per misurare l'attività assistenziale in maniera uniforme, ma oggi segnato da evidenti limiti strutturali. Il sistema attuale misura infatti il volume delle prestazioni erogate, senza riconoscere pienamente il valore pubblico complessivo che gli ospedali generano quotidianamente per la comunità. Le moderne strutture ospedaliere non sono semplici luoghi di cura: svolgono ricerca scientifica, formazione specialistica, innovazione tecnologica, sperimentazione clinica, gestione delle patologie rare e dei casi ad elevata complessità, presa in carico multidisciplinare ed integrazione nelle reti cliniche. Si tratta di un patrimonio strategico per il Paese che trova solo un riconoscimento marginale negli attuali criteri di finanziamento. A ciò si aggiunge il ritardo nell'aggiornamento del sistema tariffario rispetto alla rapida evoluzione della medicina: molte procedure diagnostiche e terapeutiche innovative vengono garantite dagli ospedali pur in assenza di una remunerazione coerente con i costi effettivi, generando uno squilibrio economico che penalizza proprio le realtà più orientate all'innovazione. Un modello orientato prevalentemente ai volumi produttivi rischia inoltre di penalizzare la qualità degli esiti, l'appropriatezza delle cure e gli investimenti nel capitale umano. Medici, infermieri e professionisti sanitari costituiscono il primo patrimonio del SSN, ma una logica puramente prestazionale fatica a valorizzarne competenze, responsabilità e crescita. Questa riflessione nasce anche dall'osservazione delle difficoltà vissute da realtà ad alta complessità come Casa Sollievo della Sofferenza, ma guarda all'intero sistema sanitario italiano e a tutte le strutture che, indipendentemente dalla loro natura giuridica, svolgono stabilmente funzioni pubbliche essenziali. È necessario affiancare alla logica della prestazione una nuova cultura della valutazione e del finanziamento, capace di sostenere il valore pubblico generato dagli ospedali per rendere il sistema più equo, moderno e orientato alla qualità delle cure.

Soluzione

Si propone una riforma del finanziamento ospedaliero fondata su un principio chiaro: lo Stato deve remunerare non solo le prestazioni erogate, ma il Valore Pubblico generato. La riforma introduce un Sistema Duale di Finanziamento Ospedaliero, nel quale il sistema dei DRG continua a remunerare l'attività assistenziale ordinaria, mentre una seconda componente, dedicata e strutturale, remunera il valore pubblico prodotto dalle strutture sanitarie attraverso le loro funzioni di interesse generale. A tal fine si propone l'istituzione della Componente per il Valore Pubblico Ospedaliero (CVPO), destinata a finanziare ricerca scientifica, innovazione tecnologica, alta specializzazione, formazione dei professionisti, gestione dei casi ad elevata complessità, partecipazione alle reti cliniche nazionali, mobilità sanitaria attiva e valorizzazione del capitale umano. L'assegnazione della CVPO avverrà tramite l'Indice di Valore Pubblico Ospedaliero (IVPO), calcolato senza burocrazia grazie ai dati già presenti presso Ministero della Salute, Agenas, NSIS, PNE e Regioni. L'IVPO valuterà 5 macro-dimensioni: 1 Complessità assistenziale (Case Mix, patologie rare, alta specializzazione); 2 Qualità ed esiti delle cure; 3 Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico; 4 Integrazione nelle reti cliniche e contributo al SSN; 5 Valorizzazione del capitale umano e sviluppo professionale. Gli indicatori dovranno essere aggiornati periodicamente dal Ministero della Salute e da Agenas affinché il sistema evolva insieme al progresso scientifico e organizzativo. Contestualmente, un Osservatorio nazionale (Ministero-Agenas) garantirà la revisione permanente dei DRG per adeguare le tariffe all'innovazione clinica. La CVPO sarà introdotta in 5 anni (+1% annuo fino al 5% del Fondo Sanitario Ospedaliero) e alimentata da 3 fonti a invarianza finanziaria: quota FSN, incrementi FSN e risparmi da efficienza (riduzione inappropriatezza, riammissioni e contenziosi). Tre i principi cardine: 1 Neutralità giuridica: si finanzia la funzione pubblica svolta e la qualità, non la natura del gestore; 2 Capitale umano: risorse vincolate a formazione e miglioramento delle condizioni di medici, infermieri e operatori, e adeguamenti contrattuali; 3 Benchmark europeo: modello allineato alle riforme di Germania, Francia (ESPIC) e Paesi Bassi. Quando le risorse statali seguono il valore pubblico prodotto, migliorano le cure, cresce l’innovazione e si rafforza il SSN che diventa equo e sostenibile.

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