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START TAX: meno tasse, più futuro per i giovani in Italia

di Meritare l'Europa & Europa21Secolo

6 maggio 2026

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Tema

L’Italia sta tassando il futuro. I giovani e le giovani che entrano oggi nel mercato del lavoro partono in salita: stipendi bassi, carriere lente, contratti fragili. E mentre pagano contributi pieni fin dal primo giorno, sanno già che domani riceveranno pensioni meno generose. Guadagnano meno proprio quando devono affrontare le scelte più decisive della vita adulta: casa, mobilità, formazione, autonomia, famiglia. Per anni questo squilibrio è stato giustificato da un patto implicito tra generazioni: se accetti salari bassi all’inizio, sarai compensato con scatti di anzianità e pensioni generose. Quel patto non regge più. La produttività è ferma, i salari crescono troppo lentamente, le carriere avanzano a fatica e i ruoli meglio retribuiti restano a lungo occupati da chi è entrato prima. Così, quando la promessa di una compensazione per i sacrifici di inizio carriera non regge più, ai giovani non restano che i salari bassi. La conseguenza più visibile è la fuga dall’Italia. Nel 2024 hanno lasciato il Paese 191.000 persone, in gran parte giovani: un’emorragia che prosciuga il Paese di capitale umano e indebolisce il potenziale di innovazione e crescita. Ma la fuga è solo il segnale più evidente. Il problema riguarda anche chi resta, spesso costretto a rimandare scelte di vita decisive perché il lavoro non basta a costruire stabilità. La questione generazionale è lo specchio della questione italiana: un modello economico che tutela il passato e tassa il futuro. Per questo proponiamo di cambiare il modo in cui lo Stato tassa il lavoro nei primi anni di carriera. Oggi il fisco guarda quasi solo al reddito, ma non al momento della vita in cui quel reddito viene guadagnato. Eppure chi sta iniziando ha meno risparmi, meno protezioni davanti agli imprevisti e più incertezza sul futuro rispetto a chi ha già una carriera alle spalle. Trattare allo stesso modo condizioni così diverse finisce per penalizzare proprio chi ha meno strumenti.

Soluzione

Proponiamo la Start Tax: una riforma dell’Irpef che introduce una doppia progressività, per reddito e per età, riducendo le tasse per chi ha meno di 35 anni. Vale per lavoratori dipendenti e autonomi, e serve ad aumentare lo stipendio netto nei primi anni di carriera, quando si guadagna meno e si devono affrontare spese decisive per diventare autonomi. La proposta prevede aliquote Irpef ridotte per gli under 35: 10%, 20% e 30%, al posto delle aliquote ordinarie (23%, 33% e 43%). La Start Tax è una riforma strutturale con un impatto immediato e significativo: un giovane che guadagna 25.000 euro lordi l’anno avrebbe circa 270 euro netti in più al mese; con 35.000 euro lordi, circa 390 euro in più al mese. Sono risorse che, nei primi anni di lavoro, possono fare la differenza tra rimandare tutto e potersi permettere un po’ di autonomia: un affitto dignitoso, un mutuo che diventa sostenibile, un trasferimento per lavoro o un corso di formazione. Per lo Stato, il costo stimato è di circa 12,5 miliardi di euro all’anno, pari allo 0,6% del Pil. La proposta può essere pensata anche in altre varianti. Una prima alternativa, più semplice e generosa, prevede un’Irpef al 10% per gli under 30 e al 20% per gli under 40: una soluzione di grande impatto, da valutare rispetto alla progressività del sistema fiscale. Una seconda alternativa, più immediata da applicare, è lo sconto del 50% sull’Irpef netta per gli under 35. Dove troviamo le risorse? I costi della Start Tax non sono trascurabili, ma sono alla portata di una scelta politica che metta al centro la questione generazionale. Nell’arco di un paio di leggi di bilancio, una riforma di questo tipo è realizzabile, a patto che diventi una priorità del governo che la attua. Anche perché oggi una parte delle risorse destinate ai giovani si disperde in decontribuzioni frammentarie e bonus temporanei di dubbia efficacia. Con la Start Tax proponiamo di fare il contrario: concentrare le risorse su una misura semplice e strutturale, che arriva direttamente ai giovani che lavorano aumentando il loro reddito netto. Perché un Paese che tassa il futuro si condanna al declino. Un Paese che valorizza i giovani è un Paese che può tornare a crescere. Per capire fino in fondo perché la Start Tax è una riforma necessaria e realizzabile, trovate qui la proposta approfondita: https://www.europa21secolo.eu/wp-content/uploads/2026/05/Start-Tax_position-paper_final.pdf

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