Dalla fuga dei cervelli all’attrazione dei talenti: rendere l’Italia competitiva nella ricerca
di stefano franco
19 giugno 2026
Tema
L’Italia continua a soffrire un forte squilibrio nella competizione internazionale per attrarre ricercatori, docenti e talenti scientifici di alto livello. Troppo spesso il dibattito pubblico si limita a denunciare la “fuga dei cervelli”, senza costruire strumenti stabili per rendere il nostro sistema universitario davvero competitivo rispetto agli altri Paesi europei. I Dipartimenti di Eccellenza degli atenei italiani rappresentano una grande opportunità: sono luoghi qualificati, selezionati sulla base della qualità della ricerca, capaci di produrre innovazione, formare giovani studiosi e attrarre investimenti. Tuttavia, per competere a livello internazionale, non basta avere buone università: occorre offrire condizioni economiche, fiscali e organizzative che rendano conveniente per un ricercatore scegliere l’Italia come luogo in cui lavorare, costruire gruppi di ricerca e sviluppare progetti scientifici di lungo periodo
Soluzione
Si propone di rendere ordinaria e strutturale una misura nazionale per attrarre ricercatori e docenti di alto profilo dall’estero nei Dipartimenti di Eccellenza degli atenei italiani, prevedendo per i primi tre anni un forte incentivo fiscale e contributivo a favore di chi trasferisce la propria attività scientifica in Italia. La misura dovrebbe essere stabile, selettiva e legata alla qualità dei progetti: i dipartimenti interessati dovrebbero presentare programmi di reclutamento internazionale, con criteri trasparenti di valutazione, impatto sulla ricerca, capacità di attrarre fondi europei, avvio di nuovi gruppi di lavoro e coinvolgimento di giovani ricercatori, dottorandi e assegnisti. L’obiettivo è trasformare l’attrazione dei talenti da misura episodica a politica ordinaria di crescita del Paese. Un ricercatore di eccellenza che arriva in Italia non porta solo competenze individuali: può generare nuove pubblicazioni, brevetti, collaborazioni internazionali, finanziamenti, progetti innovativi e opportunità per i giovani studiosi italiani. Non basta trattenere i nostri talenti: dobbiamo costruire le condizioni perché l’Italia torni ad attrarre il meglio della ricerca internazionale. Investire sui ricercatori significa investire sulla qualità dell’università, sulla competitività del Paese e sul futuro delle nuove generazioni.
Punteggio
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